MAURIZIO PALLANTE

COSÌ MAURIZIO PALLANTE SI DEFINISCE SUL SUO SITO:

Sono nato nel 1947 a Roma, dove mi sono laureato in lettere. Nel 1970 mi sono trasferito in provincia di Torino dove ho fatto l’insegnante e il preside. Nel 1985 ho partecipato alla costituzione dei Verdi, da cui sono uscito nel 1992. Nel 1988 ho fondato, insieme al fisico premio Einstein Tullio Regge e al responsabile dei servizi termotecnici del centro Ricerche Fiat, ing. Mario Palazzetti, il Comitato per l’uso razionale dell’energia e ne ho coordinato le attività. Dal 1990 al 1995 sono stato assessore all’ecologia e all’energia nel comune di Rivoli (To). In questo periodo ho approfondito le tematiche ambientali ed energetiche da un punto di vista scientifico, tecnologico ed economico. Da queste esperienze ho tratto materia di riflessione per scrivere tre libri pubblicati dalla casa editrice Bollati Boringhieri: Le tecnologie di armonia, Torino 1994; Scienza e ambiente. Un dialogo, con Tullio Regge, Torino 1996; L’uso razionale dell’energia. Teoria e pratica del negawattora, con Mario Palazzetti, Torino 1997.

Nel 1999 sono andato a vivere in una cascina tra i boschi e le colline del Monferrato astigiano, dove mi sono impegnato a recuperare le capacità manuali e ho iniziato a coltivare ortaggi per autoconsumo, con risultati oggettivamente modesti ma soggettivamente importanti, senza tuttavia trascurare le riflessioni sulle tecnologie ambientali, sull’economia ecologica, sui problemi energetici, sulle conseguenze ambientali dei sistemi economici finalizzati alla crescita della produzione di merci. Nel 2003 ho pubblicato il libro Ricchezza ecologica con la casa editrice manifestolibri; nel 2004 il libro Un futuro senza luce? con gli Editori Riuniti. Sempre nel 2003, con gli Editori Riuniti ho pubblicato un trattatello di biochimica in forma di racconti inseriti in una cornice narrativa: Metamorfosi di bios. Le molecole raccontano. Negli stessi anni un numero sempre maggiore di gruppi e associazioni di volontariato hanno cominciato a invitarmi in tutta Italia a discutere le tematiche espresse nei miei libri.

Da queste ricerche ho ricavato la convinzione che per contrastare l’aggravamento progressivo della crisi ecologica e impedirne un esito disastroso occorresse capovolgere il dogma della crescita su cui si fondano le economie delle società industriali e avviare un’economia della decrescita agendo su due leve: un progresso tecnologico finalizzato ad accrescere l’efficienza nell’uso delle risorse, in particolare quelle energetiche, al fine di ridurne il consumo a parità di servizi; un mutamento degli stili di vita al fine di liberarsi dai comportamenti coatti indotti dal consumismo, dalla dipendenza assoluta dal mercato recuperando le capacità di autoproduzione, dalla chiusura individualistica recuperando i vantaggi di rapporti fondati sul dono e la reciprocità.

Nel 2005 ho pubblicato con gli Editori Riuniti il libro La decrescita felice, di cui sono state fatte numerose ristampe e, nel 2011, un’edizione ampliata dalle Edizioni della decrescita felice. Sempre nel 2011 le edizioni dell’associazione ambientalista belga Nature & Progrès ne hanno pubblicato la traduzione in francese: La Décroissance Heureuse. A partire dalla pubblicazione di quel libro le richieste di conferenze si sono moltiplicate, finché nel 2006 è maturata l’esigenza di costituire un coordinamento nazionale dei gruppi e delle persone che si riconoscevano nelle tematiche della decrescita così come sono state presentate in quel libro. Dopo un anno di incontri, tra cui una particolare importanza hanno rivestito quelli con aziende produttive e professionisti operanti nei settori dell’efficienza energetica e del trattamento dei rifiuti, nel dicembre del 2007 è stato ufficialmente costituito il Movimento della decrescita felice, di cui sono stato presidente nazionale fino a quest’anno. Attualmente ne sono il presidente onorario. Nel 2008 sono state fondate le Edizioni della decrescita felice, con sede a Roma, di cui sono il direttore editoriale.

Mentre le attività del movimento si sviluppavano, il numero degli aderenti e le richieste di incontri aumentavano (dalla fondazione del movimento ne faccio tra le 70 e le 80 ogni anno), ho approfondito le tematiche della decrescita in altri libri: Discorso sulla decrescita (audiolibro), Luca Sossella Editore, Roma 2007, Decrescita e migrazioni, Edizioni della decrescita felice, Roma 2009; La felicità sostenibile, Rizzoli, Milano 2009; Meno e meglio, Bruno Mondadori, Milano 2011; Decrescita. Sai cos’è (e.book), Bruno Mondadori, Milano 2013; Sono io che non capisco, Considerazioni sull’arte contemporanea di un obiettore alla crescita, Edizioni per la decrescita felice, Roma 2013; Monasteri del terzo millennio, Lindau, Torino 2013. Ho curato inoltre i volumi collettivi: Un programma politico per la decrescita, Edizioni della decrescita felice, Roma 2008; Debiti pubblici, crisi economica e decrescita felice, Edizioni per la decrescita felice, Roma 2012.

Un impegno ancora troppo limitato, che vorrei sviluppare, l’ho dedicato alla divulgazione scientifica ed ecologica rivolta alle scuole. Oltre al già citato Metamorfosi di bios, che si rivolge agli studenti delle superiori, ho scritto un libro per ragazzi da 9 a 90 anni, illustrato da Gabriella Arduino: Pilli, Silvia e la decrescita felice, Edizioni per la decrescita felice, Roma 2011. Ho iniziato a scriverne un secondo che dovrebbe intitolarsi: Pilli, Silvia e l’energia.

Accanto a questo filone di ricerca, che ha assorbito la maggior parte delle mie energie, ho continuato a coltivare un interesse profondo per la letteratura. Ho pubblicato due libri di poesia: Moesta et errabunda, Edizioni del Leone, Venezia 1986, e L’estraneità, la ricerca, il tempo, con 19 acquerelli di Gabriella Arduino, Edizioni del Leone, Venezia 1991; la storia di tre generazioni della famiglia dei tipografi Tallone: I Tallone, Scheiwiller, Milano 1989, prefazione di Gianfranco Contini; un libro di itinerari nello spazio e nel tempo a Roma: Un’idea di Roma, Priuli & Verlucca, Ivrea 2002, dove i miei testi sono accompagnati da un centinaio di acquerelli di Gabriella Arduino, ambientati nella città all’inizio del nuovo millennio; un romanzo in cui vengono ricostruiti con una visione del mondo rovesciata i grandi mutamenti culturali, sociale e ambientali avvenuti negli anni del dopoguerra che gli economisti definiscono gloriosi: I trent’anni che sconvolsero il mondo (romanzo), Pendragon, Bologna 2010.


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