Miguel Benasayag

Miguel Benasayag è nato in Argentina dove ha studiato medicina e nello stesso tempo ha militato nella guerriglia guevarista nelle file dell’ERP (Esercito Rivoluzionario del Popolo). Arrestato tre volte, venne torturato e passò quattro anni in prigione. A seguito dell’assassinio da parte della giunta militare di due religiosi francesi, la stessa giunta acconsentì a liberare i prigionieri francesi. Benasayag, grazie alla sua doppia nazionalità franco-argentina (la madre, ebrea francese, aveva lasciato la Francia nel 1939), poté beneficiare della liberazione ed approdò così in Francia nel 1978, paese ch’egli non conosceva ancora.

In Francia continuò per un periodo la sua attività di militante della guerrilla argentina. Richiamandosi alla corrente dell’anti-psichiatria e alla psicanalisi fenomenologica, comincia la sua attività clinica e di ricercatore.

Nel 1987, presentò una tesi in scienze umane cliniche sotto la guida del filosofo e sociologo Pierre Ansart, presso l’Università di Parigi VII, ispirata alle sue esperienze nelle prigioni politiche del regime argentino. Ottiene nel 2001 una “HDR”, un’abilitazione a dirigere ricerche a Montpellier in Antropologia e Sociologia. Ottiene anche un master in biologia.

Dirige in Argentina i “laboratorios sociales” e dal 2008 il laboratorio di biologia teorica Campo Biologico a Buenos Aires. Dal 2010 ha iniziato una collaborazione con la cooperativa sociale “Lavaca” a Buenos Aires.

Intorno alla metà degli anni ’80 fonda, insieme ad altre personalità, il collettivo “Malgré Tout”, di orientamento libertario e tutt’ora attivo. Contribuisce a scrivere il “Manifesto della Rete di resistenza alternativa” (“Manifeste du Réseau de résistance alternative”) nel 1999. Nel 2020, il Collettivo pubblica con la casa di edizione italiana Notteetempo il Piccolo manifesto in tempi di pandemia. Il “Collectif Malgré Tout” organizza un seminario mensile intitolato “Comprendre et agir dans la complexité” (Comprendere e agire nella complessità).

Ha partecipato all’Università popolare de la “Cité des 4000”, a “la Courneuve” in Ile-de-France, e a quella di Ris Orangis. Dal 2003 al 2007 ha collaborato alla ricerca sull’esperienza del bus metadone dell’ONG francese “Médecins du monde”.

Oggi vive a Parigi, dove si è occupato per anni di problemi dell’infanzia e dell’adolescenza e della sua attività di ricerca. Continua il suo lavoro di psicanalista e ricercatore nell’interfaccia tra epistemologia e biologia.

È autore di diverse opere, alcune delle quali tradotte in italiano.

  • Il mito dell’individuo (MC 2002)
  • Contropotere (scritto con Diego Sztulwark, Eleuthera 2002)
  • Resistere è creare (scritto con Florence Aubenas, ediz. MC 2004)
  • Per una nuova radicalità (scritto con Dardo Scavino, il Saggiatore 2004)
  • Malgrado tutto (Filema 2005)
  • Contro il niente. L’ABC dell’impegno (Feltrinelli 2005)
  • Il mio Ernesto Che Guevara. Attualità del guevarismo (Centro Studi Erickson 2006)
  • L’epoca delle passioni tristi (scritto con Gérard Schmit, Feltrinelli 2007)
  • Elogio del conflitto (scritto con Angélique del Rey, Feltrinelli 2007)
  • La salute ad ogni costo. Medicina e biopotere (Vita e pensiero 2010)
  • C’è una vita prima della morte? (scritto con Riccardo Mazzeo, Centro Studi Erickson 2015).
  • Il cervello aumentato, l’uomo diminuito (Erickson 2016)
  • Oltre le passioni tristi: Dalla solitudine contemporanea alla creazione condivisa (Feltrinelli 2016)
  • Funzionare o esistere? (Vita e pensiero, 2019)
  • La tirannia dell’algoritmo (Vita e pensiero, 2020)
  • Cinque lezioni di complessità (con Teodoro Cohen, Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, 2020)

——-> ALTRO DI: Miguel Benasayag

Lascia un commento