MORTE DI UN MATEMATICO NAPOLETANO (Film – Mario Mentone)

Morte di un matematico napoletano è un film del 1992 diretto da Mario Martone, all’esordio nella regia cinematografica.



Frutto dell’intreccio culturale e umano nato intorno all’esperienza dei Teatri Uniti di Napoli, la pellicola offre una rappresentazione di una Napoli crepuscolare (grazie anche al direttore della fotografia Luca Bigazzi), ripercorrendo la vicenda biografica del matematico napoletano Renato Caccioppoli.

Napoli. Il professore Renato Caccioppoli, docente universitario di matematica pura, è un uomo disilluso e tormentato che vive gli ultimi giorni della sua vita. Nipote di Bakunin per parte di madre e reduce dall’ospedale psichiatrico, abbandonato dalla moglie, e divenuto estraneo ai suoi stessi compagni di partito del PCI e ai suoi collaboratori all’ateneo, vive la sua vita con disincantato distacco fino al suo ultimo atto, il suicidio.

Nel ruolo di Maria Bakunin, figlia di Michail Bakunin e zia di Renato Caccioppoli, il regista volle Vera Lombardi, allora ottantanovenne, quale omaggio al suo lungo impegno politico al fianco dei movimenti proletari.

In una delle scene funebri si sente una voce narrativa (probabilmente di Gerardo Marotta) che recita parole del prof. Giovanni Pugliese Carratelli scritte nel libro Renato Cacioppoli, in occasione della commemorazione dei 30 anni dalla scomparsa del matematico.


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