NEGLI UOMINI DISSOLUTI – Da Le confessioni di un figlio del secolo di De Musset

Una specie d’inerzia stagnante, colorata di una gioia amara, è abituale negli uomini dissoluti. È la conseguenza di una vita di capricci, in cui niente è regolato sui bisogni del corpo, bensì sulle fantasie dello spirito, e in cui l’uno deve sempre essere pronto ad ubbidire all’altro.

La giovinezza e la volontà possono resistere agli eccessi ; ma la natura si vendica in silenzio e il giorno in cui decide di recuperare la propriaforza, la volontà muore per attenderla e abusarne di nuovo.

Ritrovando alor intorno a sé tutti gli oggetti che lo tentavano la vigilia, l’uomo non ha più la forza d’impadronirsene, può rivolgere a ciò che lo circonda solo il sorriso del disgusto.

Aggiungete che quegli stessi oggetti, che eccitavano ieri il suo desiderio, non sono mai abbordati a sangue freddo ; il dissoluto s’impossessa con violenza di tutto ciò che gli piace ; la sua vita è una febbre ; i suoi organi, per cercare il godimento sono costretti a mettersi alla pari con i liquori fermentati, cortigiane e notti insonni ; nei suoi giorni di noia e di pigrizia, egli avverte quinbdi più di un altro uomo, una distanza ben più grande tra la sua impotenza e le sue tentazioni, e per resistere a quest’ultime, bisogna che l’orgoglio venga in suo aiuto e gli faccia credere che le disdegna.

È così che sputa senza posa su tutti i festini della sua vita, e che tra una sete ardente e una profonda sazietà, una vanità tranquilla lo conduce alla morte.


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