NUOTARE SOTT’ACQUA E TRATTENERE IL FIATO – FRANCIS S. FITZGERALD

Larry Phillips ha enucleato in questo volumetto di circa cento pagine riflessioni e giudizi espressi da Fitzgerald sul tema dello scrivere e del leggere (che come ormai dovrebbe esser stranoto ai miei Happy Few è uno dei miei tormentoni preferiti) stralciandoli dalle sue opere letterarie e dalle lettere.

Dall’insieme dei brani viene fuori che per Fitzgerald l’importante di un’opera di narrativa consiste nel fatto che la reazione deve essere profonda e duratura e che il suo effetto si deve fare sentire molto tardi, quando il lettore avrà magari già da tempo dimenticato il nome dell’autore. Deve avere una funzione di stimolo, non si deve prefiggere la costruzione di un sistema filosofico. Deve agire sull’inconscio del lettore, perchè “Scrivere bene è sempre nuotare sott’acqua e trattenere i fiato” .

Da questo volumetto riporto solo questi passaggi:

“Non si scrive per dire qualcosa: si scrive perchè si ha qualcosa da dire” (in “L’età del jazz ed altri scritti”)
“due parole, adesso, sulla pubblicità. […] secondo me, la gente non sta nemmeno più a sentire le strombazzate, di qualunque tipo siano […] “Sai che non approvo, in genere, le grandi strombazzate pubblicitarie, anche quando riportano elogi autorevoli. La gente è stanca, molto stanca di comperare bidonate, e questo, inevitabilmente, incide in modo negativo anche sui prodotti seri” (Lettera del 1934 a Max Perkins)
Chiuso il libretto, può accader poi che ci si guardi un po’ intorno, si entri in una qualunque libreria, ci si ritrovi ad annaspare tra cataste di libri “strombazzati” e ci si renda amaramente conto di quanto poco queste considerazioni, formulate da Fitzgerald negli anni ’30-’40, siano ancor oggi inattuali…

E poi: ve l’immaginate la faccia di uno degli strombazzati o aspiranti tali se dovesse capitargli di sentirsi dire che l’effetto del suo libro “si deve fare sentire molto tardi, quando il lettore avrà magari già da tempo dimenticato il nome dell’autore”? Come minimo gli prende un coccolone e sviene.



*FONTE: https://nonsoloproust.wordpress.com

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