Ogni uomo ha bisogno di schiavi come d’aria pura. Albert Camus

Deliziosa casa, non trovate ? Le due teste che vedete sono le teste di due schiavi. Un’insegna. La casa apparteneva a un venditore di schiavi. Ah ! Non ci si nascondeva mica ai quei tempi. Si aveva il coraggio, si diceva : ho un’impresa ufficiale, traffico in schiavi, vendo carne nera.
Riuscite ad immaginare oggi se facessimo conoscere in cosa consiste realmente il nostro lavoro ? Che scandalo ! Già immagino da qui i miei fratelli parigini. È che sono inflessibili sulla questione, non esiterebbero a lanciare due o tre manifesti, forse anche di più! Ripensandoci, aggiungerei la mia firma alla loro. La schiavitù, ah! Ma no, noi siamo contro! Che si sia costretti a installarlo a casa propria o nelle fabbriche, bene, è nell’ordine delle cose, ma vantarsene è il colmo.
So bene che non si può fare a meno di dominare o di essere serviti. Ogni uomo ha bisogno di schiavi come d’aria pura. Comandare vuol dire respirare, siete d’accordo?
E anche i più diseredati riescono a respirare. L’ultimo nella scala sociale ha ancora il suo coniuge, o isuo figlio. Se è single, un cane. L’essenziale, insomma, è di potersi arrabbiare senza che l’altro abbia il diritto di rispondere. Non rispondere a tuo padre, conoscete bene la formula no?

(…)

Bisogna che qualcuno abbia l’ultima parola. Altrimenti, a qualsiasi ragione può opporsi un’altra: non si finirebbe più. Il potere, al contrario, scioglie tutto. Ci abbiamo messo del tempo, ma l’abbiamo capito.
Per esempio, come avrete notato, la nostra vecchia Europa filosofa finalmente nel modo giusto. Non diciamo più, come ai tempi ingenui: Penso così, quali sono le vostre obiezioni? Siamo diventati lucidi. Abbiamo sostituito il dialogo con il comunicato. Questa è la verità, diciamo. Potete sempre discuterla, non interessa. Ma tra qualche anno, ci sarà la polizia, che vi mostrerà che ho ragione.
Ah! Caro pianeta! Ora tutto è chiaro. Noi ci conosciamo, sappiamo di cosa siamo capaci.

(…)

Detto tra noi, la servitù, sorridente di preferenza, è quindi inevitabile. Ma non dobbiamo riconoscerlo. Chi non può fare a meno di avere degli schiavi, non è meglio che li chiami uomini liberi?
Innanzitutto per principio, e poi per non disperarli. Si deve loro almeno questa compensazione, non trovate? In questo modo, essi continueranno a sorridere e noi manterremo la nostra buona coscienza.

*Albert Camus – da La caduta

*FONTE: http://andreagiramundo.altervista.org


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