PROVVIDENZA, FATALITA’, DESTINO ? DA “Le confessioni di un figlio del secolo” – De Musset

pioggia uomo notteQuelle grandi correnti marine che s’incontrano in mezzo agli oceani, assomigliano a certi eventi della vita. Fatalità, caso, Provvidenza, che importa il nome ? Coloro che credono di negare l’uno opponendogli l’altro, non fanno che abusare della parola. E tuttavia non vi è uno solo di questi stessi individui che parlando di Cesare o di Napoleone, non dica con naturalezza : era l’uomo della Provvidenza. Credono, a quanto pare, che gli eroi soli meritino l’attenzione del Cielo, e che il colore della porpora attiri gli dei come i tori.

Non c’è, a mio parere, abisso più insondabile per il pensiero dell’importanza decisiva che assumono le piccole cose su questa terra, dei cambiamenti che le circostanze meno importanti producono sulla nostra sorte. Si possono paragonare le nostre azioni ordinarie a piccole frecce smussate che ci abituiamo a mandare a segno, o quasi, di modo che finiamo per fare di tutti quei piccoli risultati un essere astratto e regolare che noi chiamiamo la nostra prudenza o la nostra volontà.

Poi passa una ventata ed ecco la più piccola di quelle frecce, la più leggera, la più futile, che s’innalza a perdita d’occhio, oltre l’orizzonte nel seno immenso di Dio.

Co quale violenza siamo investiti allora ! Che cosa ne è di quei fantasmi dell’orgoglio tranquillo, la volontà e la prudenza ? La forza stessa, questa padrona del mondo, questa spada dell’uomo nella lotta della vita, è invano che la brandiamo con collera, che tentiamo di farcene scudo per sottrarci al colpo che minaccia ; una mano invisibile ne devia la punta, e tutto lo slancio del nostro sforzo, finito nel vuoto, non serve che a farci cadere più lontano.

—-> LEGGI ALTRO DI De Musset


Lascia un commento