Purtroppo, ho constatato, la letteratura non serve a salvare me. GIULIO MOZZI (da Il male naturale)

Tutta questa ricerca del passato, questo ossessivo andare all’indietro e ricordare particolari apparentemente insignificanti, questa felicità anche del ricordo, se è servita a alleviare il senso di colpa e di nuovo a capire le ragioni della vita ora, improvvisamente, parlando con G. non basta più, ora è un intoppo, una stupidaggine. È vero. Io ho sempre pensato che la scrittura avrebbe potuto, magari in anni e col lavoro ‘salvare’ la storia miserrima… (la mia) in un canto epico… (un epos). E forse ci sarei riuscito in… La letteratura non salva, mai tanto meno l’INNOCENTE. L’unica cosa che salva è l’Amore, la fede e la ricaduta della Grazia.
Ho letto questo, oggi, a pagina 141 dei Biglietti agli amici di Pier Vittorio Tondelli, nella ristampa appena fatta da Bompiani: queste frasi non fanno parte di un biglietto, sono citate nella nota aggiunta dal curatore, Tondelli le ha scritte il 7 o l’8 settembre 1991, qualche settimana prima di morire, in ospedale, su una pagina della Prima lettera ai Corinti di san Paolo tradotta da Giovanni Testori. Io l’ho sempre detto, che la letteratura non vale niente, ma naturalmente l’ho sempre detto per facciata, intendendo dire l’esatto contrario: la letteratura non vale niente, intendevo dire, in quanto letteratura, in quanto arte, in quanto oggetto di commercio da parte dell’industria editoriale, e così via; la letteratura vale come cosa umana, intendevo dire, il raccontare storie vale per la sua capacità di redimere le persone e le cose, di raccattare ciò che è stato buttato sul margine della strada, di trasformare in testata d’angolo la persona più miserabile. Purtroppo, ho constatato, la letteratura non serve a salvare me. Io forse posso salvare un’altra persona ma non posso fare nulla per me. Ciascuno di noi può essere salvato, ma nessuno può salvarsi da sé. La letteratura non è un cattivo mezzo di salvazione: anche la persona divina ha scritto un libro, la fede nella quale sono stato allevato è la fede in una storia passata, presente e futura: e la storia non esiste se non viene raccontata. Tutto ciò che io scrivo è scrittura sacra in quanto io racconto solo le storie della redenzione, le persone vere o immaginarie delle quali io racconto la storia non vogliono altro che la salvezza: essere salvate, questo è l’unico desiderio delle persone delle quali io racconto la storia. Tuttavia io, che ho il potere di salvare un’altra persona, non sono in grado di salvare me stesso. Io sono per gli altri il Salvatore, sono per me Lucifero.

——-> ALTRO DI: Giulio Mozzi

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