RIVOLUZIONE FRANCESE E NAPOLEONE BONAPARTE – Sebastiano Vassalli

Arrivavano in quei giorni tra le montagne le notizie delle cose fantastiche e terribili che accadevano nel mondo proprio in quegli anni. Si parlava sottovoce, nei filò di Zoldo, d’una macchina per tagliare le teste che era stata inventata in Francia e che si chiamava ghigliottina, e poi anche si parlava di cose più frivole : ad esempio del modo di vestire delle donne francesi, che – secondo quanto scrivevano le gazzette -usavano passeggiare per strada con le braccia nude e le mammelle scoperte, proprio come avevano fatto un tempo, nella valle del Pramper, le Dame di Castelaz !

Si parlava delle meraviglie del progresso, dei nuovi farmaci che facevano miracoli e della macchina a vapore ; si sussurrava d’un uomo artificiale, detto il Turco, che viveva – se così si può dire – alla corte di Vienna, e giocava a scacchi con l’imperatrice ; infine, sottovoce e con gli occhi dilatati dall’orrore, si bisbigliava d’una nuova scoperta della scienza, per cui un uomo poteva entrare con la sua volontà in un altro uomo, o addirittura in un cadavere, trasformandolo in automa ! Si parlava di guerra. Le armate francesi dilagavano in Italia, guidate da un giovanotto dagli occhi freddi come il ghiaccio che aveva un nome da opera buffa : Bonaparte ; le armate imperiali, con la scusa di andargli incontro per combatterle, invadevano i territori della Serenissima, aggiungendo miseria alla miseria, infelicità all’infelicità.

La macchina della storia s’era messa in moto, e il mondo intero scricchiolava. Anche se il cielo era blu com’era sempre stato, sopra Zoldo, e le Cime di San Sebastiano e la Moiazza, nelle giornate limpide, scintillavano di tutta la neve di quegli anni, nella penombra delle chiese si ascoltavano prediche che annunciavano l’Anticristo e la fine del mondo, e risuonavano da tutti i pulpiti le parole dell’evangelista Matteo, quel passo che così comincia : Vi sarà allora un tribolazione grande, quale mai avvenne dall’inizio del mondo fino a ora, né mai più ci sarà. E se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente si salverebbe ; ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati…

(…) Gli uomini s’imbaldanzirono, diventarono sfrontati. Abolite le autorità dei nobili, e le loro tasse, anche l’autorità di Dio e dei suoi comandamenti nn sembrò più così ineluttabile com’era stata in passato; molti presero sul serio, e alla lettera, quelle tre parole – libertà, uguaglianza, fraternità – che i francesi mettevano in cima ai loro manifesti e con cui iniziavano i loro proclami: e pretendevano di alzare la voce con chiunque, e di discutere tutto con tutti! I preti, naturalmente, dall’alto dei loro pulpiti, predicavano con tutte le loro forza, e con tutta l’enfasi di cui erano capaci, contro le nuove mode di vestire e di pensare, e contro l’andazzo dei tempi; ma quei preti che avevano un pulpito, e una chiesa, e una rendita fissa su cui vivere, erano una minoranza di privilegiati contro un esercito allo sbando di preti randagi che le parrocchie di campagna e anche di città non potevano più sfamare, e chi si riversava per le vie del mondo carico di tutti gli appetiti e di tutti i vizi della razza umana in generale e di quella pretina in particolare. Del resto, la Chiesa stessa sembrava essere sul punto di scomparire, se non come tramite tra uomo e Dio, per lo meno come potenza terrena: e le vicende del papato erano tali, da autorizzare e giustificare molti dubbi sulle sue possibilità che quell’istituzione riacquistasse il suo prestigio d’un tempo, e perfino che riuscisse a sopravvivere…

* Da Marco e Mattio – di Sebastiano Vassalli


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