SALUTI ( E SCONGIURI) DA UN NON LUOGO A MISURA DI MORTI VIVENTI di Aldo Busi

Ciao. Darling, ho cercato di chiamarvi senza successo.

Sempre a Roma, l’odiosa lercia discarica umana, ora anche infuocata dall’afa che ne esala la puzza di piscio e perbenismo andato a male, vivo soffocato da un’Italietta preda di una morsa prefascista e populista, con la mafia che si è impossessata dello stato e non fa niente per nasconderlo, stato tempestetato d vergognose leggi berlusconiane ad hoc che scivolano giù come l’olio di ricino…

Non ce la faccio più nemmeno a respirare quest’aria terronico-leghista, cafona, delinquenziale, razzista, papalina, civilmente analfabeta e di tragicamente inferiore spirito europeo; tale è la rabbia politica che né dormo né vado di corpo, e nell’essere portatore forzato di merda vecchia mi sento infine italiano anch’io.

Non tornate qui, a costo di mantenervi io fino a che non vi siete sistemati, l’Italia è un non luogo a misura di morti viventi, una persona viva qui ha la fine segnata dal vampiro in agguato di sua spettanza.

Se appena potete, non sprecate la vita come me dovendovi confrontare chissà ancora per quanti giorni con l’agghiacciante sorriso di Schifani e di Ghedini! E baci.

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Sms indirizzato a una coppia di fidanzati neo-ingegneri partiti in Danimarca per contatti professionali, 19 giugno 2008, ore 15.45. ( ‘E baci’ di Aldo Busi )

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