Schiavi del clic. Perché lavoriamo tutti per il nuovo capitalismo? – Antonio Casilli #LIBRO

Voglio consigliarvi la lettura di questo interessante ed illuminante libro, scritto da Antonio A. Casilli, professore di sociologia presso Télécom Paris. 

Schiavi del clic. Perché lavoriamo tutti per il nuovo capitalismo? di Antonio A. Casilli

In quale modo l’accumulazione dei dati alla quale tutti partecipiamo si converte in una forma di lavoro non retribuito? Un’inchiesta sul nuovo capitalismo delle piattaforme digitali.

L’intelligenza artificiale non eliminerà il lavoro. Al contrario: i nuovi schiavi del clic sono il cuore dell’automazione. Opporsi alla rivoluzione in corso è un’illusione e un errore. Riconoscere questo lavoro, invece, è necessario.

C’è un’opinione diffusa sulla rivoluzione tecnologica ed è che l’intelligenza artificiale sostituirà gli uomini, cancellando il lavoro come lo conosciamo. Questa idea è del tutto infondata. L’intelligenza artificiale non renderà superfluo il lavoro. Al contrario: gli operai del clic sono il cuore dell’automazione. Con un’inchiesta sul nuovo capitalismo delle piattaforme digitali, Antonio Casilli dimostra che, in realtà, l’intelligenza artificiale ha sempre più bisogno di forza lavoro, che viene reclutata in Asia, in Africa e in America Latina. Gli operai del clic leggono e filtrano commenti sulle piattaforme digitali, classificano l’informazione e aiutano gli algoritmi ad apprendere. Quella in corso è una rivoluzione profonda e ci riguarda da vicino, perché trasforma il lavoro in un gesto semplice, frammentario e pagato sempre meno o addirittura nulla, quando a compierlo sono addirittura i consumatori. Quante volte al supermercato abbiamo scelto le casse automatiche per evitare la fila? Così, con una velocità esponenziale, l’accumulazione gigantesca dei dati alla quale tutti partecipiamo si converte in una forma di lavoro non retribuito, di cui spesso siamo inconsapevoli. È un nuovo taylorismo, nel quale le piattaforme digitali come Amazon, Facebook, Uber e Google sono i principali attori capaci di sfruttare i propri utenti inducendo gesti produttivi non remunerati. Stiamo creando una tecnologia che ha bisogno di lavoro umano e ne avrà bisogno sempre di più. Un lavoro non sarà mai sostituito da un’automazione. Perciò le lotte per il riconoscimento di questo lavoro sono legittime e soprattutto necessarie.



*FONTE: BeppeGrillo.it

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