SIAMO I RIBELLI DELLA MONTAGNA – Canzoni & Anarchia


SIAMO I RIBELLI DELLA MONTAGNA – Ustmamò par Alloradillo34

Dalle belle città date al nemico
fuggimmo un dì su per l’aride montagne,
cercando libertà tra rupe e rupe,
contro la schiavitù del suol tradito.

Lasciammo case, scuole ed officine,
mutammo in caserme le vecchie cascine,
armammo le mani di bombe e mitraglia,
temprammo i muscoli ed i cuori in battaglia.

Di giustizia è la nostra disciplina,
libertà è l’idea che ci avvicina,
rosso sangue è il color della bandiera
d’Italia siam l’armata forte e fiera.

Sulle strade dal nemico assediate
lasciammo talvolta le carni straziate.
sentimmo l’ardor per la grande riscossa,
sentimmo l’amor per la patria nostra.

Siamo i ribelli della montagna,
viviam di stenti e di patimenti,
ma quella fede che ci accompagna
sarà la legge dell’avvenir
ma quella fede che ci accompagna
sarà la legge dell’avvenir.
Siamo i ribelli della montagna,
viviam di stenti e di patimenti,
ma quella fede che ci accompagna
sarà la legge dell’avvenir
ma quella fede che ci accompagna
sarà la legge dell’avvenir.

Siamo i ribelli della montagna,
viviam di stenti e di patimenti,
ma quella fede che ci accompagna
sarà la legge dell’avvenir
ma quella fede che ci accompagna
sarà la legge dell’avvenir

*Note Wikipedia*

È uno dei pochissimi canti partigiani originali di cui sia rimasta traccia: venne composto nel marzo del 1944 alla Cascina Grilla, da soldati della 3ª brigata d’assalto, che operava sul monte Tobbio, in provincia di Alessandria.

Viene attribuito a Emilio Casalini, detto “Cini”, che, assieme ai partigiani della Brigata, sarebbe l’autore delle parole, e a Angelo Rossi, detto “Lanfranco”, giovane partigiano, già studente di musica. I due lo avrebbero composto durante un turno di guardia, prendendo appunti su carta da pacchi. Sulla genesi del brano si segnala la testimonianza diretta del partigiano Carlo De Menech, allora diciottenne commissario politico del 5º distaccamento, che si trova contenuta in un dattiloscritto del 1975 depositato presso l’Istituto per la storia della resistenza e della società contemporanea in provincia di Alessandria (ISRAL), spesso citato in rete.
Successivamente, la canzone si diffonderà tra i combattenti della VI zona “Genova”, per poi divenire uno dei canti della Brigata Mingo.

La canzone è stata reinterpretata, tra gli altri, da:
Üstmamò in Materiale resistente (1995)
Modena City Ramblers, insieme alla Bandabardò in Appunti partigiani (2005)
I ratti della Sabina, che registrarono una versione della canzone mettendola in libero download sul loro sito, senza però pubblicarla in alcun disco ufficiale.



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