UN CIELO CON NUVOLE UGUALI. Da “Ferro recente” di Marcello Fois

C’era, infine, quella canzone : « quando eravamo giovani, ognuno per sé, ognuno per sé, sdraiati in un prato, guardavamo nuvole diverse, e non pensavamo a niente… »
Era così donque : una specie di infanzia che si prolungava smisuratamente, forse impegno, forse solitudine, forse ancora qualcosa nel codice genetico. Una spinta, ma dove ? Atteggiamenti romantici. Si nasce, in Sardegna, con un senso di predestinazione, si cresce con quello, una sorta di ebraismo, in una terra che è sopratutto pensiero e rito. Si vive, a Nuoro, dove esiste una coscienza di casta, una « nuoresità » di cui si sono perse le coordinate, ma che esiste. Si tratta di un modo di vedere le cose, di un modo di parlare e di impostare i ragionamenti. È difficile, se non impossibile, conquistare la cittadinanza nuorese, anche dopo generazioni. Un fenomeno strano, assente quanto presente. Sotteso e difeso dai possessori dell’Ethos del nome, su sambenau, il sangue, i nuoresi-nuoresi, che sanno per educazione, per formazione, per mentalità come vanno le cose.

Possessori di linguaggio, sa limba. Rinchiusi nel linguaggio. Possessori di storia e di terra, possessori di grandi case grigie.
Nemici del futuro, in qualche modo, ma allo stesso tempo pronti ad accoglierlo, non senza lottare. Stringendo l’asta della bandiera della tradizione : su connottu ; proponendo al futuro un compromesso dignitoso : io mantengo ciò che mi appartiene e tu rispetti i miei tempi. Io lascio che tu penetri nelle cose, nella vita, m tu non distruggere le mie cose e la mia vita.
È un inganno.
Il patto non ha funzionato e il tempo si è preso finalmente ciò che è suo per diritto. Ma in qualcosa Lorenzo aveva avuto ragione : c’era un piacere passivo, come un’arrendevolezza di civiltà sepolte, anacronistiche.
L’orgoglio era scomparso, e la vita qualunque distruggeva tutto ciò che stava in superficie e ciò che stava in profondità. Si lamentano, allora, questi nuoresi, come bambini ingannati dagli adulti. E piangono un pianto di sempre, perché hanno pensato, hanno osato, si sono rinchiusi e non hanno fatto niente. Perché il tempo se lo lasciano scorrere addosso. Perché il grande compromesso è tutto a favore di chi non fa patti. Mauro sentiva veramente questo : un livellamento feroce, vorace, stava appiattendo ogni cosa e tutto diveniva privo di senso.
Un cielo con nuvole uguali.



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