UNDICI MINUTI – Paolo Coelho #LIBRI

L’idea di scrivere un libro che parli di sessualità nacque nella mente di Paulo col tempo; durante la sua adolescenza, negli anni Settanta, il giovane autore lesse un libro di Irving Wallace, intitolato “Sette Lunghi Minuti”: l’opera parla della censura americana sul sesso. Paulo cerca di immaginare cosa avrebbe potuto contenere il libro in questione, ma in lui sta già nascendo l’idea di scrivere di sua propria mano un libro che parli della sessualità; lo scrittore tuttavia non ha ancora le idee ben chiare su come impostare l’opera.

Nel 1999, mentre si trovava a Mantova, una prostituta brasiliana lascia la sua biografia allo scrittore; Coelho ne rimase piacevolmente impressionato e mandò addirittura il manoscritto alla propria casa editrice, che decise però di non pubblicarlo. Paulo allora decide di incontrare l’autrice, il cui nome d’arte è Sonia, che lo invita a recarsi nel quartiere dove lei lavora: qui Coelho conosce le sue colleghe e il loro mondo.

Paulo racconta l’episodio a una giornalista, e il risultato fu che un pomeriggio a Ginevra molte altre prostitute presentarono a Coelho la loro esperienza di vita. Lo scrittore ne trae ispirazione, ma c’è una storia che lo colpisce particolarmente; è quella di

«Maria – anche questo è un nome “d’arte” – che oggi risiede a Losanna, è sposata e ha due belle figlie, e che nel corso dei nostri incontri ha condiviso con Monica [l’agente di Paulo, ndr] e con me la sua storia, su cui questo libro è basato»
(Paulo Coelho)

Il libro narra quindi della storia di Maria, una prostituta brasiliana alla ricerca dell’amore e del suo significato.

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