UOMINI CHE ODIANO LE DONNE – Stieg Larsson #LIBRI

Mi avvicino sempre con sospetto ai cosiddetti casi editoriali. Di solito le aspettative sono troppo alte e la lettura è una delusione. In questo caso, invece, con piacere mi adeguo al parere della stragrande maggioranza dei lettori. Trovo che Larsson, che non avevo mai letto, sia stato un grande raccontatore. Non succede spesso di trovare un autore che sia capace di usare così abilmente la parola. In grado di raccontarci storie complesse e piene di personaggi e dettagli facendole sembrare semplici. Facile da seguire, coinvolgente e convincente. Tutto viene spiegato nei dettagli, non ci sono improbabili colpi di scena o spiegazioni buttate lì tanto per gettare un osso al lettore. L’unica parte che non mi è piaciuta è l’epilogo, dove ci propina una serie di manovre finanziarie, ma questo è probabilmente questione di gusto personale.
Veniamo al contenuto del libro: un giornalista finanziario, viene condannato per diffamazione. Non si difende e accetta la sentenza, perché in effetti il processo è il risultato di una sua leggerezza e perché la controparte ha dei mezzi enormemente più grandi dei suoi. Questo fatto, però lo rende piuttosto noto in Svezia e gli porta un incarico piuttosto ambiguo. ufficialmente dovrà scrivere la storia della famiglia Vanger che ha costruito un impero finanziario adesso in difficoltà. In realtà il suo compito è quello di indagare sulla scomparsa di una ragazza avvenuta decine di anni prima. Un’impresa in cui si imbarca allettato dal compenso di tutto rispetto e dalla simpatia che istintivamente ha per il suo nuovo datore di lavoro. Scavando e scavando viene alla luce molto più di quello che si aspettava. Il libro si addentra nelle dinamiche di una famiglia difficili della quale fanno parte più di un soggetto con tendenze a volte solo ambigue altre volte con attitudini criminali. nelle indagini il giornalista è aiutato da un’esperta in di indagini informatiche a sua volta piena di problemi e apparentemente facile bersaglio di angherie, ma con una morale tutta sua e un modo piuttosto risoluto di vendicarsi. In questo libro si incrociano le vita di uomini crudeli all’ennesima potenza e di alcune donne altrettanto decise nel difendersi e capaci di usare le stesse armi con cui sono state torturate per fare “giustizia”. Molte sono anche le questioni morali sollevate in relazione ai mezzi di informazione, al limiti della legittima difesa solo per citarne due.



*FONTE: Sonia Fascendini – QLibri

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