3 Poesie di ENRICO BARBIERI (da MENO DI UNA PIETRA DI CALCARE)

Meno di una pietra di calcare
staccatasi d’inverno, nascosta
e senza rumore, bloccata
da una radice ad arco, già morta.
E un giorno, tra settimane perse
in anni e secondi, materia nera
senza motivo: io non potrò
più vederla, lei sarà già sabbia.
Meglio di quanto io valga, meglio
di questa bestemmia, dell’odio
che mi ha frenato. Io tremo dentro,
voglio devastare i nervi del mondo
e sotto questi porci sepolcri vuoti
costretti a gridare eterni odio.

*

Strappate come una pellicola fasulla
ogni tenerezza da quei porti
e dai ricordi dove non eravate che scarti.
Traditi dalle persone che non c’erano
parlavamo di proiezioni e doni,
e parlavamo della famiglia, della voce
dentro la ferita, ma voi strappatela!
Come faceva il padre di mia madre che
tirava le braccia tra le sue mani
e urlava che le sputava in faccia.
Morendo tutto l’ospedale fece il resto
col pianto a ricordare ogni inganno:
Ta spùti in fàcia! E questo è quanto.

*

Amo le rocce e il respiro
di ere marchiate,
origini e volti in un vespro.
Dai fori che tengono
sacrari da quando era tempo
di sentire la pietra,
prima che sapessi parlare
ero nel grembo compatto
di queste rocce d’arenaria.
Nel lume amniotico gridavo
come ora nel profondo.
Ogni scatto era già distrutto.

——-> ALTRO DI: Enrico Barbieri

Lascia un commento