Che cos’è insomma la politica? HANNAH ARENDT (da La lingua materna)

Questa è essenzialmente la realtà che indichiamo quando diciamo che la nostra è società di salariati. Infine il carattere planetario degli eventi contemporanei che, secondo Gilson e altri, li distingue da qualsiasi altro evento storico, sembra rendere una società universale qualcosa di necessario. Una società universale, a sua volta, è possibile solo se tutti aderiscono a un principio che può unire tute le nazioni perché le può trascendere tutte. Le due alternative sembrano essere costituite dal totalitarismo, con le sue pretese di un dominio globale, e dalla cristianità, nella cui storia la nozione di società universale (nelle diverse forme della civitas dei) sorse per la prima volta. Qui, ancora una volta, i pericoli della situazione di fatto sono ancora una volta minimizzati (dal pensiero tradizionale) e la difficoltà è resa per così dire inoffensiva. Il problema è che il nostro concetto di libertà, almeno nel suo aspetto politico, è inconcepibile al di fuori di una realtà plurale, e che questa pluralità comprende non solo modi, ma anche principi diversi di vita e di pensiero. Una società universale può significare soltanto una minaccia alla libertà. D’altra parte, esiste il fatto innegabile che in condizioni non unitarie ogni nazione prova le conseguenze e deve assumersi le responsabilità (non in termini morali, ma in termini puramente politici e fattuali) di ogni crimine o errore che venga commesso dall’altra parte del mondo.

Queste considerazioni possono sembrare più critiche di quanto intendano essere. Nell’attuale condizione delle scienze politiche e sociali, noi siamo profondamente indebitati con la tendenza tradizionale in filosofia politica, a causa della sua constante consapevolezza delle questioni cruciali e della sua notevole indipendenza da tutti i generi di moderno nonsense. In mezzo alle nostre controversie, dove sembra così difficile ricordare quale sia l’argomento in discussione, sarebbe stato già sufficiente se questa scuola di pensiero avesse semplicemente fatto rivivere e riformulato la vecchia domanda: Che cos’è insomma la politica?
Ma essa ha fatto molto di più. Ha gettato le vecchie risposte nella nuova confusione, e anche se le risposte possono non essere adeguate alle difficoltà che hanno prodotto la confusione, esse costituiscono certamente per noi un grande aiuto e ci costringono costantemente a cercare nuove risposte significative.

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