COLUCHE

 

coluche*immagine presa da: Slate.fr

In Italia è da tempo sulla scena politica Beppe Grillo e il suo innovativo Movimento 5 stelle. Nato grazie alla rete, il suo Movimento rappresenta senza dubbio qualche cosa di nuovo all’interno del panorama politico italiano, se non addirittura mondiale. Ma questo non vuol essere un articolo per far loro dei complimenti, o tantomeno un articolo ‘politico’, anzi più che mai A-politico… ma è da qui che dobbiamo partire. Il comico genovese viene visto da molti come qualcosa di buono per la collettività; da chi ne ha paura, vuoi perché ne sarebbe danneggiato o vuoi inconsciamente perché circuito dai poteri forti, viene definito semplicemente come un comico con manie di grandezza, accusato, una volta di volersi arricchire, una volta di essere fascista e poi comunista, un assassino o semplicemente un pazzo. Ma siete sicuri che Beppe Grillo sia veramente qualcosa di nuovo e unico?

Conoscete Coluche?

Coluche, nato Michel Gérard Joseph Colucci nel 1944 a Parigi, è un comico e attore francese, ma sopratutto qualcuno che ha fatto paura allo stato e al potere del suo paese negli anni ’80. Suo padre, di origini italiane, della provincia di Frosinone, muore giovane all’età di 31 anni per malattia. La sua morte lascia vedova la moglie, madre di Coluche che, per occuparsi dei figli, Michel e la sorella, deve lasciare il suo lavoro di fioraia e prepararsi ad una vita di stenti e sacrifici. Nonostante questa prospettiva, Simone la mamma, non rinuncia a voler per i figli una vita proiettata ad uno status di benessere e ricchezza che, evidentemente poi nella realtà di tutti i giorni, era impossibile da sostenere.

Per il comico, sarà questo un grande motivo di disaccordo nei confronti della madre, che verrà da lui accusata di vestirlo come una ragazzina e quindi di farlo andare in giro diversamente abbigliato da tutti i suoi compagni e coetanei, oltre che di essere concentrata sulle cose non importanti della vita, per le quali spreca energie e tempo inutilmente. Coluche, essendo appunto lontano dai bisogni materiali della madre, lascia giovane il domicilio di famiglia per andare a vivere con amici in un caratteristico quartiere al sud di Parigi. Termina presto la sua carriera scolastica, la quale non gli interessava ed era per lui solo una perdita di tempo imposta dalla società dominante: in realtà non la terminerà neppure, in quanto al giorno dell’esame, pur essendosi presentato la mattina per la prima parte, non ritornerà poi nel pomeriggio per finirlo, avendo, poi spiegherà, ‘cose sicuramente più utili da fare’. Intorno all’età di quindici anni, frequentando altri ragazzi della ‘banda solo’, inizia a formarsi il suo carattere di rivolta, sopratutto contro l’autorità, arrivando presto a prendere sanzioni per aggressioni fisiche fino a farsi sparare addosso da un passante che li sorprenderà, il futuro comico e un suo amico, nell’atto di derubare un’anziana signora.

Scosso da questo fatto, intorno ai quindici anni, e per cercare di placare i timori per il suo futuro che la madre andava sempre più esprimendo, inizia col fare diversi lavori, che diventeranno svariati e numerosi a causa della sua incapacità di fare un medesimo lavoro per lungo tempo: farà il telegrafista, il ceramista, il barista, consegne a domicilio, apprendista fotografo, aiutante farmacista, lavorerà al mercato e farà il fioraio. Ma, insieme alla crescente consapevolezza che il mondo del lavoro non era nelle sue corde almeno come inteso dalla società, comincia a questa età la sua passione per la musica, che lo porterà a toccar presto le corde della chitarra, che suonerà senza mai averla studiata prima. Nel 1964 viene arruolato militare, dove dovrà scontare diversi giorni di prigione per insubordinazione e aggressione ad un suo superiore. – Sempre più evidente il suo odio per l’autorità imposta, per la divisa, e per tutto ciò che obbliga l’uomo a sottomettersi a qualcun altro senza valida motivazione – . Tornato alla vita reale, verso la fine degli anni ’60, decide di lanciarsi seriamente nel mondo della musica, interpretando canzoni di Boris Vian ( —> ‘Le deserteur’), George Brassens e Montand, e suonando in strada per i bar dei quartieri di Contrescarpe e Saint-Michel. Nel suo vagabondare conosce diversi altri artisti, come Thibault e Delaporte, col quale avrà sempre più legami, fino a costituire con Jean-Claude Agostini il gruppo ‘Le Craignos Boboys’.

Allo stesso tempo inizia il suo avvicinamento al mondo del cabaret, iniziando dal ‘Chez Bernadette’, fino ad arrivare all’incontro con Mustaki, che sarà fondamentale per la sua carriera e sviluppo d’artista. Continuando a far spettacoli in diversi altri cabaret, arriva a conoscere Romain Bouteille, il quale sarà per Coluche, secondo sua stessa ammissione: un modello ed esempio fondamentale per la sua crescita, e come uomo e come artista. Con il tempo intanto inizia anche il suo avvicinamento alla televisione, per la quale nel tempo farà diversi lavori e spettacoli che avranno via via più successo. Ci sarebbe ancora molto da dire riguardo il suo cammino e la sua carriera di artista che, da artista fattosi da solo, lo vede fare numerosissime e diverse cose, ma quello che ci interessa qui è far capire il suo ruolo di nemico dello stato, di forte pericolo per la stabilità imposta dalla società capitalistica che, proprio in quel periodo, sopravvivendo al ’68, stava andandosi sempre più fortificando in Francia, come nel resto d’Europa, restituendo almeno per il tempo della lettura di questo articolo, la memoria e la speranza che questo eclettico personaggio, comico e rivoluzionario, merita ancora oggi.

Continuando a crescere come artista, inizia a formarsi un proprio stile e obiettivo: utilizzando la provocazione a livelli mai visti prima, con uno stile irriverente fin quasi la volgarità, inizia a prender di mira il potere d’allora, in particolare di destra, esprimendosi in generale contro ogni forma di prevaricazione sociale e di modello imposto di vita e società.

TESTI COLUCHE

Lanciatosi anche nel mondo della radio, diverrà sempre più famoso e apprezzato dal pubblico in grado di capirlo, e allo stesso tempo ostacolato financo censurato da tutto il mondo al quale lui per primo si opponeva. Per questo verrà licenziato dalle emittenti Europe 1 e Rmc. Approfittando della liberalizzazione delle frequenze, parteciperà al lancio dell’emittente RFM, stazione fondata da Patrick Meyer e, non avendo ancora al tempo grossi concorrenti per il suo programma, la sua voce sarà sempre più dannosa per il potere costituito. Per questo, e per la sua crescente voglia di difendere i dimenticati ed emarginati dalla società, e per cercare di cambiare il mondo, quello capitalistico, che già dava segni di pericolosità all’epoca, per arrivare alla sua fine, evidente ai nostri giorni se non ai ciechi, nel 1981 annuncerà la sua candidatura alle elezioni.

Preso sul ridere dai poteri forti, fu preso molto seriamente dal popolo che forse aspettava solo un’uomo come lui per cercare di riprendersi il proprio potere sovrano, arrivando ad un possibile 16% nei sondaggi ufficiali. A seguito dei sondaggi che lo davano per favorito, rispetto ai due grandi lati della politica di allora, destra e sinistra, – oggi oramai evidentemente due mani che portano cibo alla stessa bocca -, la polizia apre un fascicolo su di lui e comincia col tenerlo d’occhio, minacciandolo e cercando di far passare in lui l’ispirazione politica. La polizia aprirà questo fascicolo su di lui, a seguito di ordini dei poteri forti, ma sopratutto per propria difesa, in quanto il comico, tra i suoi vari nemici, ha da sempre e senza troppi indugi manifestato il suo rifiuto alle forze dell’ordine, già allora chiaramente braccio armato a difesa esclusiva del potente e non del debole, deridendoli pubblicamente come mai nessuno aveva prima osato. ( —> guarda: Coluche ‘Le Flic’).

È ora quindi evidente il parallelo col nostro comico rivoluzionario Beppe Grillo, che erroneamente viene visto in Italia come primo umorista nel mondo a cercar di lottare contro i poteri forti, quando invece è solo l’ennesimo esempio che per lottare per i diritti di tutti, ci voglia un uomo qualunque e non un politico. Certo: non sono uguali i due comici, il loro modo di far protesta e i target (ad esempio: Beppe Grillo, oggi, sembra essere l’unico politico a prendersi a cuore i problemi delle nostre forze dell’ordine), come non lo sono nemmeno i tempi, ma un qualcosa di comune su cui riflettere c’è sicuramente. Come Grillo: sempre ha incentrato i suoi spettacoli criticando la società e la politica, o quello che ne ha lasciato in vita il capitalismo, criticandone le evidenti contraddizioni, stupidaggini e sprechi, con un occhio all’emarginato e al debole, ma sopratutto all’uomo comune che è alla base della nostra società, e all’ambiente, unica cosa che ogni persona dovrebbe lottare per salvaguardare dall’operato malefico del Dio-Denaro.

Coluche capisce che, per dar seguito ai propri spettacoli, l’unica soluzione per battere la politica è parlare la sua stessa lingua anche se con parole diverse, quindi scendere in campo. (—> Coluche candidato in politica) Da questo momento la sua vita diviene un incubo: riceverà quasi ogni giorno lettere anonime che lo minacciano di morte firmate ‘Onore della polizia’, numerose intimidazioni di ogni genere financo fisiche, fino all’omicidio del suo socio e amico René Gorlin. Fu proprio quest’ultimo tragico fatto a far decidere a Coluche di ritirarsi dalle elezioni, nonostante fino a quel momento avesse resistito a tutto, lettere anonime, minacce fisiche e la tanto attuale campagna del fango perpetuata all’epoca, come è uso più che mai oggi, dai giornali di partito, che andando a scavare nel suo passato, usavano ogni suo precedente nella speranza di screditarlo agli occhi del pubblico. I suoi slogan, ragione anche del suo successo politico, erano incentrati sul fatto che sarebbe stato il primo eletto che non aveva motivo di mentire, che era uno del popolo e non uno della classe dei favoriti, che voleva un cambio radicale di una società malata, andando a favorire tutte quelle figure che il potere nemmeno considerava più: poveri, omosessuali, reietti della società, artisti e in genere uomini liberi che volevano ribellarsi alla moderna, e ben mascherata di libertà, schiavitù imposta.
Morirà in un incidente stradale nel 1986.

Non starò qui a sviluppare le tesi che parlano di omicidio e non d’incidente, lasciando a voi la possibilità di farvi un idea, ma dico solo che, conosciuto per il suo amore per le moto e in generale per la grande velocità (nel 1985 batte il precedente record di velocità in pista su chilometro lanciato in moto), si andò a schiantare contro un camion che occupava l’intera carreggiata di una via conosciuta per la sua strettezza, in un punto di minima visibilità dovuta a una serie di curve, conducendo la sua Honda a una velocità per lui ridicola e contro un mezzo che portava un carico preso da una gerdamerie, stazione di polizia, di lì vicino… (—> guarda: incidente di Coluche). Uno di quei camion che compariranno più volte nei fatti cruciali del tempo per la Francia, come la morte del bandito anarchico Jacques Mesrine.. Polizia di stato o stato di polizia?! Quello che interessa a me qui rimarcare è il fatto che fosse un comico, un figlio orfano di una società spietata cresciuto con problemi derivanti dalla sua indisciplina, abnegazione per l’autorità, ‘ineducazione’ se volete, sceso in politica a scatenare i timori dei poteri forti e in modo serio. Da noi Beppe Grillo è invece sopravvissuto ad un incidente che, suo malgrado e per suo primo grande dispiacere, costò la vita ad altre persone. I due, tra l’altro, s’incontrano durante le riprese di un film nel 1985.

Del resto il cammino di Francia e Italia, tolto che da noi le rivoluzioni finiscano ancora prima di nascere, non sono poi così differenti: ad oggi entrambi abbiamo assistito alla scomparsa della sinistra, tolto che la destra dopo la fine della Grande Guerra sia sempre stata cosa indefinita, per lasciar il posto a presta-nomi di banchieri e poteri della finanza: vedi Hollande che come ministro della sinistra sfavorisce l’arte e la cultura nel suo paese, nominando come ministri dell’economia banchieri, e chiamando i poveri: senza denti; vedi Renzi, che lascio a voi giudicare.. Su Coluche ci sarebbe ancora poi molto da dire: ha partecipato alla creazione di diversi organi di solidarietà, come SOS Racisme o Restos du Coeur, ha diversi monumenti e statue a lui dedicate in varie parti della Francia, ha un moto raduno a lui fatto in sua memoria ogni anno nei pressi del luogo della sua morte, ma sopratutto è lui all’origine della legge, detta appunto legge Coluche, che permette a chi lo voglia, sia egli un privato o una società, di versare in beneficenza una parte delle sue entrate, che vengono scalate dal calcolo dei contributi. (Purtroppo anche questa legge è diventata oggi solo una via per le aziende di pagare meno tasse, fondandosi da soli organi di beneficenza e versandosi così da soli soldi che altrimenti dovrebbero pagare in tasse…) (—> vedi: la pubblicità è l’anima del commercio). Spero intanto di avervi fatto conoscere una persona nuova, interessante per la cultura francese e fondamentale per chi arrivi a capire che questa società è malata, pericolosa seppur suicida, e alla fine: il buffone di corte che apre gli occhi ai cortigiani.

A. Giramundo

 

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