Da ORA SERRATA RETINAE – Valerio Magrelli

Sto rifacendo la punta al pensiero,
come se il filo fosse logoroscala mare scoglio giaciglio roccia
e il segno divenuto opaco.
Gli occhi si consumano come matite
e la sera disegnano nel cervello
figure appena sgrossate e confuse.
Le immagini oscillano e il tratto si fa incerto,
gli oggetti si nascondo:
è come se parlassero per enigmi continui
ed ogni sguardo obbligasse
la mente a tradurre.
La miopia si fa quindi poesia,
dovendosi avvicinare al mondo
per separalo dalla luce.
Anche il tempo subisce questo rallentamento:
i gesti si perdono, i saluti non vengono colti.
L’unica cosa che si profila nitida
è la prodigiosa difficoltà della visione.

*

C’è silenzio tra una pagina e l’altra.
La lunga distesa della terra fino al bosco
dove l’ombra raccolta
si sottrae al giorno,
dove le notti si spuntano
separate e preziose
come frutta sui rami.
In questo delirio
luminoso e geografico
io non so ancora
se essere il paese che attraverso
o il viaggio che vi compio.



*Valerio Magrelli – da ORA SERRATA RETINAE
*FOTO: Giovanna June


Lascia un commento