È con le persone felici che si fanno i migliori dannati. LOUIS-FERDINAND CELINE (da MEA CULPA)

Basta con le vergogne, il silenzio, gli odi, le rogne, i casini, un gran ballo per la società tutta intera, tutta senza eccezioni. Più nessun minorato sociale, nessuno che guadagni meno degli altri, che non possa ballare.
L’anima, la gioia, in Russia, tutto meccanizzato. Trovata provvidenziale! L’autentica terra promessa! Tanti saluti! Bisogna essere un ‘intellettuale’ tutto preso dall’arte, impacchettato da secoli, imboscato, ovattato nei fogli più belli del mondo, chiccolino d’uva fragile e maturo al sole dei pergolati burocratici, frutto delicato dell’imposizione fiscale, delirante d’Irrealtà, per dar vita, non c’è da sbagliarsi, a questa solfa fenomenale! A dir la verità la macchina insudicia, condanna, ammazza chi le si fa vicino. Però è di moda, la Macchina! Fa ‘prolèt’, fa ‘progresso’, fa ‘lavoro’, fa ‘base’… la si butta sul naso delle masse… Roba da intenditore colto, da simpatizzante di fiducia… Ci si dà dentro… La si raccomanda… Se ne fan scoreggiare le valvole… ‘Io sono! Noi siamo in linea! Viva il gran cambio! Manco un bullone ci manca! L’ordine arriva dal fondo degli uffici! Ogni tipo di sbrodolamento, sulla macchina!tutte le balle di ‘sto mondo! Nel frattempo, non penseranno!…
Come Resurrezione non c’è male!… La macchina è l’infezione in carne e ossa. La disfatta suprema! Che balla! Che bidone! La più impeccabile delle macchine ha mai liberato nessuno! Abbruttisce l’Uomo più crudelmente, tutto lì!… Sono stato medico alla Ford, so di cosa parlo. Tutte le Ford si assomigliano, sovietiche o no!… Fare affidamento sulla macchina è solo una scusa in più per continuare con le carognate. Vuol dire eludere la vera questione, la sola, l’intima, la suprema, quella che sta in fondo a ogni uomo, nelle sue trippe, nella sua capa, mica altrove!… Il davvero ignoto di tutte le società possibili o impossibili… Nessuno che ne parli di questo, non è ‘politica’!… Il Tabù dei Tabù!… La questione ‘ultima proibita’! Eppure, che stia in piedi o a quattro zampe, sdraiato o a testa in giù, l’Uomo non ha mai avuto, in cielo e in terra, che un solo tiranno: se stesso!… Non ne avrà nessun altro, mai… Forse è pure un peccato… L’avrebbe ammaestrato, magari, reso finalmente sociale.
Sono secoli che lo si fa venire, che si elude il suo vero problema per farlo votare, subito, al volo… Da quando son finite le religioni, è lui che viene incensurato, ubriacato di scemenze. È lui la Chiesa tutta intera! A vederci chiaro non ce la fa più, è evidente! È suonato! Crede a tutto quel che gli si dice visto che lo lusinga! Pensate, due razze così ben distinte! Padroni? Operai? Artificiale al cento per cento! Questione di fortuna e eredità! Abolitele! Vedrete se non erano uguali… Dico uguali e, detto fatto… Ve ne renderete conto…
La politica ha imputridito l’uomo negli ultimi tre secoli ancora più a fondo che in tutta la Preistoria. Nel Medioevo eravamo più vicini a essere uniti di oggi… uno spirito comune prendeva forma. Le balle erano montate molto meglio, più intime. È finita.
Il Comunismo materialista è Materia prima di tutto e quando si ha a che fare con la materia non è mai il migliore che trionfa, è sempre il più cinico, il più astuto, il più brutale. Guardate un po’ in URSS come si è subito ringalluzzita la grana! Come il denaro ha ritrovato subito la tirannia! E al cubo, anche! Basta lusingarlo e Popòl prende tutto! Inghiotte tutto! Si è fatto, là, orrendamente pretenzioso, sufficiente, man mano che lo si faceva scendere più giù nella merda, che lo si isolava di più! È questo il fenomeno formidabile. E più infelice è, più spaccone diventa! Da quando non si sono più fedi, i capi esaltano tutti i suoi difetti, i suoi sadismi, ormai lo tengono in pugno solo con i suoi vizi: la vanità, l’ambizione, la guerra, la Morte per farla breve. Un trucco davvero squisito! Lo fanno crepare di miseria, e anche di amor proprio! Vanità innanzitutto! La pretesa uccide come tutto il resto! Meglio di tutto il resto!
La superiorità pratica delle grandi religioni cristiane è che non indoravano la pillola, loro. Non cercavano di stordire, non andavano a caccia dell’elettore, non sentivano bisogno di piacere, non stavano a sculare. Tiravano su l’Uomo dalla culla e gli dicevano d’autorità come stavano le cose. Gliele cantavano nude e crude: ‘Tu, informe putricola, non sarai mai che fango… Merda e basta, fin dalla nascita… Hai capito? (…) non montarti la capa! È tutto qui!… Sta’ in guardia! Non speculare su grandi cose! Per uno stronzo è il massimo!…’
Questo sì che era parlare! Veri Padri della Chiesa! Tipi che sapevano il fatto loro! Che non si facevano illusioni!
La gran pretesa della felicità, ecco l’enorme impostura! Quella che complica tutta la vita! Che rende la gente così velenosa, canaglia, indigeribile. Niente felicità nell’esistenza, solo infelicità più o meno grosse, più o meno tardive, segrete, differite, striscianti… ‘È con le persone felici che si fanno i migliori dannati’. Il principio del diavolo non fa una grinza. Aveva ragione come sempre, lui, di inchiodare l’Uomo alla materia. Non è che ci sia voluto molto. In un paio di secoli, pazzo d’orgoglio, dilatato dalla meccanica, è diventato impossibile. E così lo vediamo oggi, stravolto, saturo, ubriaco d’alcol, di petrolio, diffidente, pretenzioso, universo col potere in secondi! Sbarellato, smisurato, irrimediabile, montone e toro mischiati insieme, anche un po’ iena magari. Graziosissimo. Il minimo impraticabile buco del culo si vede Giove allo specchio. Ecco il gran miracolo moderno. Una fatuità gigantesca, cosmica. L’invidia tiene il pianeta rabbioso, tetanico, sopraffuso. Succede senza scampo il contrario di quel che si voleva. Ogni creatore appena apre la bocca si trova schiacciato dagli odi, macinato, vaporizzato. Il mondo intero di ritrova critico, vale a dire orribilmente mediocre. Critica collettiva, torva, leccaculesca, ottusa, schiava al cento per cento.
Abbassare l’Uomo alla materia è la legge segreta, nuova, implacabile… Quando si mischiano a caso due sangui, uno povero, l’altro ricco, non si arricchisce mai il primo, s’impoverisce sempre il secondo… Tutto quanto aiuta a fuorviare la massa abbruttita è benvenuto.
Quando i trucchi non bastano più, quando il sistema salta in aria, allora mano al manganello! Alla mitragliatrice! A tutta la confetteria!…
Si tira fuori tutto l’arsenale, al momento giusto! Con il bell’Ottimismo delle Risoluzioni estreme! Massacri a miriadi, non c’è guerra dal Diluvio in poi che non abbia avuto per musica l’Ottimismo…

——-> ALTRO DI: Louis-Ferdinand Céline

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