IL CATALOGO DELLA GIOIA / TAURO. Jessy Simonini (da Campi di battaglia)

Davanti ad un discount dei Gioia Tauro, inizio agosto 2019

Sono anni che io e F. aspiriamo a una rivoluzione violenta e definitiva. Non abbiamo avuto un’educazione marxista: siamo ignoranti, privi di intelligenza dogmatica e, tutto sommato, impolitici. Rispondiamo solamente a un’esigenza poetica. Ma che si tratti di un semplice rivolta o di un profondo processo rivoluzionario, noi siamo pronti. Aspettiamo da molto tempo. Sapremo consegnare una moralità a questo movimento.

Partirà da qui.

Da queste latitudini meridionali: Rosarno, Palmi, Gioia Tauro.

In questo nuovo Tardoantico, entriamo in comunione con la sofferenza, speriamo trovino la forza di deformarla e che facciano definitivamente saltare il banco. Lo capiamo dirigendo il nostro sguardo oltre la statale, nel buio, verso le sagome delle baracche occupate dai braccianti stranieri. Fanno gli schiavi nella piana, anche quest’estate.

Lo capiamo seguendo il profilo delle case abbandonate, le insegne luminose dei discount, delle banche, delle sedi sindacali; tutta questa miseria incontenibile che si apre intorno a noi, mentre torniamo verso la serra dopo una giornata insieme, sulla piega dell’estate.
Intanto, lontano da noi, ci sono poeti che si interrogano sull’Europa alacri e inconsapevoli cantori del capitale; qui, invece, il nostro sguardo finisce per dirigersi verso l’ingresso dell’Eurospin di Gioia Tauro. Ci fissiamo sui dettagli, i cartoni abbandonati nel parcheggio, le persone che vanno a fare la spesa e cercano i prodotti più economici, le sottomarche, gli sconti, i due per uno. Vogliamo una poesia che sia viva e forte, e che parli di loro. Della vita di chi ruba tra gli scaffali, della giornata di una cassiera o di un magazziniere, di chi chiede l’elemosina all’uscita.

Solo per questo scriviamo:
per amore di chi ruba da mangiare, di chi si dispera, di chi crepa.

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