IL LAVORO UCCIDE PiU’ DEL FUMO ?

maxresdefaultSpesso si dice che il lavoro ammazza, altrettanto spesso si può dire che questa affermazione sia vera. Senza riportare qui di seguito noiosi elenchi di morti sul lavoro, bianche o meno che siano, la morte sul lavoro è un dato di fatto talmente assodato che tutti possono credere a questa mia affermazione senza bisogno alcuno di prove reali. E’ un dato di fatto: il lavoro uccide.

Anzi il parlarne, senza però far niente un po’ come ‘Il fumo uccide’ sul pacchetto di sigarette che poi comunque ti vendono, lo scriverne e il dibatterne, riempie giornali e media moderni, studiosi e ricercatori vivono guadagnano fior di quattrini coi loro studi, libri, corsi, per curare lo stress al lavoro. Il famoso Burn-out è uno dei fenomeni più tipici dei nostri tempi. Tutti lo sanno ma nessuno se ne preoccupa alla fine, se non quando poi tocca a lui.  Al massimo le grandi aziende pagano fior di corsi per ottimizzare i propri rendimenti, per tenere sempre attivi senza mai far collassare i propri dipendenti.

Certo non son più gli anni della fine della seconda metà dell’800, quando tutto quello che è oggi il mondo moderno è nato, dove si moriva in una mina come nei romanzi di Zola, almeno oggi non più in Europa. Dagli anni di massimo splendore a mio avviso per il cervello umano, anni di umanesimo che, da luce liberatrice, è poi ad oggi diventato un celato, ma nemmeno più troppo, giogo massonico di schiavitù, lo sviluppo della borghesia, della logica del lavoro, imposta con le dittature europee nel dna dei popoli, anche dopo la liberazione democratica, è comunque il lavoro rimasto l’unico Dio a cui votare la propria vita, e la propria morte.

Ma non voglio qui parlare degli incidenti sul lavoro, le morti fisiche dovute ad un errore umano, meccanico, un’ imprudenza e via dicendo…. no, non solo.

Qui parlo dello stress sul lavoro, di una vita azzerata, dove l’unica attività durante la settimana è il lavoro per le sue infinite ore, per le ansie e le frustrazioni e la paura di perderlo e il padrone che ci umilia in pubblico… arrivare al weekend dove, al massimo, se non si passano due giorni a letto per recuperare una certa quiete interiore, si va al massimo al centro sociale, o a fare qualche attività domenicale, comunque uguale per tutti e per questo ancora più stressante del lavoro perché faticosa, in luoghi spesso pieni appunto perché tutti hanno la stessa idea e via dicendo.

Quando qualcuno mi dice che fumare uccide, io spesso rispondo, e non per ridere, anche il lavoro:  e beh, ad oggi son riuscito a smettere di lavorare, magari un giorno anche di fumare, vediamo chi morirà prima, se il lavoratore o il fumatore.

Riporto di seguito un simpatico articolo che va bene insieme a quanto qui finora da me scritto.

Non lavorate troppo, a meno che il lavoro sia la vostra passione, o la vostra passione, un’arte per esempio, diventi fortunatamente il vostro lavoro, non dedicategli la vostra vita: ne avete una e nessun salario, pensione, aumento di carriera varrà mai quanto la vostra vita !

Buona lettura:

Aggiungi il tuo lavoro alla lista delle cose che fanno male. I ricercatori di Harvard e Stanford ci raccontano quanto lo stress sul posto di lavoro è pericoloso per la salute, esattamente come il fumo di sigaretta passivo. Lo studio, una “meta-analisi” di 228 studi scientifici, è stato condotto da Joel Goh, un assistente professore di economia aziendale presso la Harvard Business School, Jeffrey Pfeffer e Stefanos Zenios della Stanford University, ed è stato recentemente pubblicato sulla rivista Behavioral Science & Policy Association. Il team ha esaminato i fattori di stress sul posto di lavoro che influiscono sulla salute fisica e mentale, hanno poi misurato come quei fattori di stress influenzano la persona.



Smettere di fumare o smettere di lavorare?
Gli studi scientifici dimostrano che la presenza di fattori di stress sul luogo di lavoro hanno conseguenze negative sulla salute quasi così come l’esposizione al fumo passivo. Fattori di stress come la precarietà e lunghi turni lavorativi, possono danneggiare la salute di una persona, aumentare le probabilità di una malattia e anche portare ad una morte precoce.

 In particolare sono stati studiati una serie di fattori di stress da lavoro che possono influenzare la nostra salute, tra cui:

  • quantità delle ore di lavoro, lavoro a turni e se il lavoro è in conflitto con la vita familiare di una persona;
  • sostegno sociale e opportunità sociali, la ‘giustizia organizzativa’ (il livello percepito di equità nei luoghi di lavoro);
  • le esigenze del lavoro e la disponibilità di assicurazione sanitaria (considerata di vitale importanza negli Stati Uniti).                                                                 

 

Hanno poi studiato come questi fattori di stress influiscono su:

la personale concezione di salute fisica,
la personale concezione di salute mentale,
problemi di salute effettivamente diagnosticati,
morte.
I ricercatori hanno presentato i loro risultati usando gli odds ratio, mostrando quanto lo stress in un individuo è tale da aumentare le probabilità di un esito negativo di salute, come ad esempio una morte precoce. Lo studio ha trovato che i fattori come l’essere disoccupati, avere poco controllo in un posto di lavoro o che non avere l’assicurazione sanitaria, accorciano la vita di una persona così fa come il fumo passivo di sigaretta.

Troppe ore di lavoro o avere un lavoro che è in conflitto pesantemente con la vita familiare solleva il rischio di una morte precoce più dell’esposizione al fumo passivo, aumentando le probabilità del 20 per cento. La sensazione che il posto di lavoro è ingiusto, avere un lavoro troppo impegnativo aumenta rischio di diagnosi di una malattia, per esempio, avvertire che il posto di lavoro è sleale aumenta il rischio del 50 per cento. Avere un lavoro a turni o essere disoccupati comporta anche un rischio maggiore di diagnosi di una malattia rispetto all’esposizione al fumo passivo. Molte aziende hanno di recente introdotto programmi #Benessereper i propri dipendenti, includendo ginnastica e yoga ma mirano al comportamento, non alla causa dello stress.

*AG.

*Fonte: http://it.blastingnews.com

Lascia un commento