IL PRIMO UOMO

Debbono esservi state delle grandi risate fra gli scimmioni quando il primo uomo di Neanderthal fece la sua comparsa sulla Terra.

Gli scimmioni profondamente inciviliti si dondolavano graziosamente da un ramo all’altro; l’uomo di Neanderthal era rozzo, inchiodato alla terra.

Gli scimmioni, sazi e sereni, vivevano tra giuochi raffinati o filosofiche meditazioni; l’uomo di Neanderthal arrancava tetro pel mondo, roteando mazze. Gli scimmioni lo guardavano divertiti dalla cima degli alberi e gli tiravano delle noci.

Talvolta, li coglieva una specie d’orrore: essi si cibavano di frutti e di teneri virgulti con delicata finezza; l’uomo divorava carne cruda, sgozzava animali vari e i suoi stessi simili.

Abbatteva alberi che s’erano levati sempre verso il cielo, rimuoveva grandi rocce da luoghi ove sembravano aver messo radici, infrangeva ogni legge e ogni tradizione della giungla.

Era rozzo, crudele, senza dignità animale: dal punto di vista dei raffinatissimi scimmioni, un prodotto barbarico della Storia.

Gli ultimi scimpanzè sopravvissuti arricciano ancora il naso alla vista di un essere umano…

*Testo: Buio a Mezzogiorno – Arthur Koestler

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