INFRAPENSIERI DELLA NOTTE – Mario Luzi. Poesia

Il sonno, il nero fiume –

v’immerge, la sua tempra

per il fuoco dell’aurora

che lo avvamperà, lo spera,

l’indomani –

sono oscuri

il turchese ed il carminio

nei vasi e nelle ciotole,

li prende

la notte nel suo grembo,

li acomuna a tutta la materia.

Saranno – il pensiero lo tortura

un attimo, lo allarma –

pronti alla chiamata

quando ai vetri si presenta

in avanscoperta l’alba e, dopo,

quando irrompe

e sfolgora sotto la navata

il pieno giorno –

hanno

incerta come lui la sorte

i colori o il risveglio

per loro non è in forse,

la luce non li inganna,

non li tradisce? E stanno

nella materia

o sono

nell’anima i colori? –

divaga

o entra nel vivo

la sua mente

nella pausa

della notte che comincia –

smarrisce

e ritrova i filamenti

dell’arte, della giornata…

Esce

insieme ai lapislazzuli

l’oro del forziere, sì,

ma incerto

il miracolo ritarda,

la sua trasmutazione

in luce, in radiosità

gli sarà data piena? Avrà

lui grazia sufficiente

a quella spiritualissima alchimia?

Si addorme,

s’inabissa,

è sciocco,

lo sente,

quel pensiero, è perfida quell’ansia.

Chi è lui? Tutto gioca con tutto

nella universale danza.

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