LA BANDE à BONNOT

Trama
La Banda Bonnot (La Bande à Bonnot) è stato un gruppo anarchico francese che ha operato in Francia e in Belgio durante la Belle Epoque, tra il 1911 e il 1912. La banda, che utilizzava automobili e fucili a ripetizione, era formata da vari elementi anarco-individualisti, gravitanti intorno al giornale anarchico parigino L’anarchie e successivamente alla libreria L’Idée Libre. La banda prese il nome da Jules Bonnot, figura carismatica del gruppo, che venne ritenuto capo e mente di tutti i colpi attuati. Un altro importante esponente fu Raymond Callemin soprannominato Raymond la Science.

In seguito a un casuale incontro con un loro compagno di fede, Jugles Bonnot, che li esorta a passare dalle parole all’azione, alcuni anarchici parigini, fr ai quali spicca Raymnd Calmain, detto La Scienz, abbandonano per lui il loro maestro Victor Kobalcic sostenitore della non violenza, e si dedicano a precisare e dirette aggressioni contro il capitale e la borghesia. Bonnot, però, non approva la facilità con cui Raymond ricorre alla pistola e, infastidito dall’inutile uccisione di un gendarme, lascia la banda. Rimasti senza la sua guida, Raymond e gli altri cercano di cavarsela da soli, ma con scarsi risultati, finché, scoraggiati, decidono di riunirsi a Bonnot.

La Banda Bonnot si formò attorno alla figura carismatica di Jules Joseph Bonnot anarchico, operaio e uno dei primi chauffeur della storia. Alcuni sostengono che per un breve periodo nel 1910 lavorò come autista in gran Bretagna per Arthur Conan Doyle, ideatore di Sherlock Holmes. Tuttavia un articolo della rivista Refractions , Marianne Enckell ha sostenuto che tale affermazione, diffusa da Bernard Thomas, non è storicamente corretta. In realtà Bonnot sarebbe stato, per un breve tempo, autista di uno degli assistenti di Sir Arthur, Ashton Wolfe, a Lione nel 1910 circa.

Di ritorno dalla Gran Bretagna e con poche possibilità di trovare un lavoro, venne introdotto negli ambienti anarchici parigini da Eugene Dieudonnè. Venne così in contatto con gli anarchici individualisti e illegalisti della rivista L’anarchie – Henriette Maitrejean[4] e Victor Kibalcic (Victor Serge)[5]-, i medesimi che cominciarono a frequentare la libreria L’Idée Libre. Bonnot spiegò loro la propria idea di lotta radicale contro il capitalismo e la borghesia, da attuare tramite atti illegali, andando a colpire l’unico bene che a questa stava veramente a cuore: il denaro. Tra i vari elementi erano presenti individui con attività criminali alle spalle: tra questi spiccano i nomi di Raymond Callemin (detto Raymond la Science), Edouard Carouy (entrambi assoggettati dalla ragione scientifica), Octave Garnier, André Soudy, René Valet ed Etienne Monier. La Banda si formò senza avere una concreta ed effettiva struttura gerarchica o di altro tipo. Scopo primario del gruppo era quello di assaltare banche con automobili di grossa cilindrata, le quali venivano rubate appositamente ogni volta prima del “colpo”. Bonnot infatti, vista la precedente esperienza, era un abile meccanico e guidatore. Ciascun individuo era libero ogni singola volta di decidere se partecipare o meno. I soldi ricavati ogni volta servivano per provvedere al sostentamento di se stessi e degli ambienti anarchici parigini. Ulteriore obiettivo fu quello di terrorizzare la società capitalista e dimostrare la sua vulnerabilità, nonostante i vari schieramenti di polizia preposti a difendere le banche e le case dei ricchi borghesi. Tutto ciò fu possibile grazie anche ai vari agganci “minori” dei quali si avvalsero, utilizzati in vari casi di necessità. Tra questi il garagista Dettweiller, il meccanico Dubois, Marie Schoofs (fidanzata di Garnier), Jean de Boe, David Bellonie, Rodriguez e altri.

Imperdibile Jacques Brel !!
L’esordiente Fourastié – che si era fatto le ossa come assistente di Godard (_Pierrot le fou_), Chabrol (Marie Chantal contro il Dr. Kha_) e Rivette (_Susanna Simonin, la religiosa_) – restituisce bene le inquiete atmosfere dell’epoca e dirige con efficacia un ottimo cast, nel quale fa un figurone anche lo chansonnier belga Jacques Brel.



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