LA PUBBLICITA’ E’ L’ANIMA DEL COMMERCIO…

…ma il commercio non ha anima.

Al massimo:

la pubblicità è semplicemente un modo,

per le grandi aziende, di pagare meno tasse.

cartello pazzo

Mi spiego:

Vi sarà capitato di vedere in giro promozioni di ogni tipo.

Qualsiasi grande marchio sembra smanioso di regalare qualcosa di sé al fortunato consumatore che si trovi per caso a passare di lì.

Un gadget, un sampling, un buono sconto… di tutto.

Qualsiasi marchio. Più il Brand è potente, consolidato, leader nel suo settore, e più possa sembrarvi immotivata la sua necessità e scelta di ingraziarsi il consumatore, e più, stranamente per occhi esterni, sarà prodigo nell’omaggiarlo.

Eppure la Coca-Cola è la Coca-Cola !! Le sigarette le devo comprare, tanto, ogni giorno, allora perché me le regalano !??! Vi chiederete..

Tutti: marchi produttori di bisogni divenuti primari, e mortali in alcuni casi poi, che vivono della dipendenza effettiva del consumatore. Anche marchi meno ‘tossici’ ma che comunque rappresentano, oramai, un bisogno insostituibile nella quotidianità delle persone, come la Coca-cola appunto, ma anche marchi di benzina, automobili, televisori… tutti.

Bene: dietro scopi dai nomi altisonanti come Fidelizzazione del Cliente, Guerrilla Marketing, Indagini di mercato è subito presente un vantaggio immediato per le grandi aziende coinvolte:pagare messo tasse.

Tutte queste aziende, nel momento di pagare i contributi, avranno già inserito nelle voci ‘uscite’ le varie spese utilizzate per la fantastica campagna promozionale del momento, potendo così dedurre dal pagamento delle tasse.

Cifre sull’ordine perfino di milioni di euro per una singola campagna.

Un esempio: le promozioni di sigarette.

 

Se io, marchio unico del mio settore, ‘spendo’ una cifra Z nelle casse di chi solitamente deve comprare da me il suo prodotto in vendita, farò solo si che, una volta scalata quella grossa cifra Z dalla tassazione, egli stesso debba poi da me ricomprare il mio prodotto che, vendendomi, ha esaurito.

il tabaccaio. Gli compro tutte le Merit, per fare un esempio, le scalo dalle tasse, lui le deve ricomprare subito dopo da me, sono il produttore, l’unico.

Per l’azienda sono soldi deducibili, ma per il circolo del consumo (passatemi il termine non troppo tecnico ) fonte di guadagno.

E questa l’anima che incentiva la pubblicità, malata marcia e, nel suo continuare così suicida, del commercio. Commercio finito.

Lo stesso tabaccaio, una volta esaurito quello specifico pacchetto di sigarette dovrà, presso il Marchio che ha organizzato la campagna promozionale, andare a ricomprare con soldi suoi le sigarette.

Così il marchio, versando dei soldi nella promozione, scalando quella cifra dal calcolo dei contributi da versare, si vedrà garantito dal tabaccaio un nuovo acquisto di un quantitativo di prodotto, avendone così già dato via uno intero nell’azione del regalare implicita nella promozione stessa.

Uno dei tanti modi fasulli di far girare i soldi nel grande gioco del Consumismo, destinato per fortuna a finire quanto prima per sua stessa autodistruzione – questo uno dei esempi-motivo.

Detto questo, a noi poveri, indifesi e semplici consumatori finali non resta che approfittare di queste generose donazioni, cercando di trovarsi quante più volte possibile sul luogo dove per quel giorno un Grande marchio, amico, abbia deciso sia Natale, il giorno dei doni per i bimbi buoni.

Così facendo, l’azienda è contenta per la bella risposta del suo target, studiato da tante persone a tavolino, nell’accogliere la sua iniziativa e, allo stesso tempo, anche noi bravi cittadini avremo almeno per quel giorno la possibilità di risparmiare sull’acquisto di un qualcosa che, attraverso campagne e campagne e campagne ancora, è diventato un bisogno primario, quindi insostituibile per il consumatore libero finale.

Fin tanto che il Consumismo continuerà ad essere presente nella nostra vita quotidiana, con la sua logica di Brand con propria personalità, amica insostituibile del cliente, tanto vale farsi amici queste ‘persone’ finte e sfruttarne i regali, visto che, per il resto, siamo noi a dedicare la nostra vita a tutti questi Brand.

Esigete regali, considerazione e rispetto dai Marchi per cui, ogni cazzo di giorno, andate a lavorare e per cui la nostra vita è condizionata.

Condizionata nel continuo lavorare, guadagnare, e quindi spendere tutto per loro.

Liberi di scegliere, sì: tra marchio A, B o C – e tanto li costruite voi una vita per comprarne uno solo, almeno, alla fine.

Così ogni giorno della vostra vita.

 

Ci hanno drogato, a piccoli regalini, per essere schiavi dei loro prodotti.

Molti dei bisogni che sentiamo di avere oggi ci sono stati inculcati da tutte queste belle campagne promozionali, quindi, che almeno ogni tanto, il nostro Marchio di fiducia di faccia un bel regalo!!!

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