L’ULTIMO GIORNO di Glenn Cooper

 

Dal libro…

 

…Quella non era la sua chiesa. Sedette su una panca un fondo alla navata, così da potersi allontanare, inosservato, in caso avesse cambiato idea. I fedeli erano anziani: donne pallide e rugose, col velo in testa, e uomini corpulenti, con la pancia che sporgeva dalla cintura. Pochi bambini. Un’atmosfera antica. Medievale, quasi…

 

…questa roba ti fa innervosire. Replico Cyrus, riferendosi al football.

Il nostro gioco di corsa fa schifo. La squadra è squilibrata.

No, tu sei squilibrato.

Certo, come no. Ha parlato il topo di biblioteca. Io sono un uomo, e mi piacciono gli sport. Tu vivi di carta stampata. Dimmi chi di noi due è quello normale, e chi invece dovrebbe chiedere aiuto a uno psicologo…

 

…Tolse i guanti e cominciò a slacciarsi il camice, mentre lui allacciava il proprio. La scena – un uomo e una donna che si svestivano e vestivano a distanza così ravvicinata – aveva un che di intimo…

 

…Perché non lo lasciavano in pace? Se solo avessero avuto idea della posta in gioco, senz’altro gli avrebbero permesso di proseguire indisturbato il lavoro. Ma era un prezzo inevitabile. Da sempre le grandi menti erano vittime di persecuzioni. Il traguardo era quasi a portata di mano, ma gli serviva ancora del tempo. Era così vicino…

 

…L’Uroboro è un simbolo mitologico, il serpente che si morde la coda. Rappresenta l’eterno ritorno, la vita dopo la morte, il ciclo della rinascita. L’immortalità…

 

…Non era questione di sesto senso o d’intuito. Dipendeva dal fatto che era un bravo scienziato. La sua ricerca era come il disegno di un labirinto a cerchi concentrici: se puntavi la matita all’entrata e seguivi con puntigliosità il percorso, arrivavi al centro esatto. L’aria era pesante, ma la sua testa era leggera. Forse quel giorno sarebbe arrivato al cuore dell’enigma ?

Ogni serie di campioni lo avvicinava di un passo alla meta. Ogni esperimento apriva un altro varco nel guscio di roccia, un altro spiraglio verso il nucleo di cristallo…

 

…Se perdo conoscenza, controllami la respirazione e il battito, come ti ho insegnato. Se la frequenza respiratoria scende sotto otto, o sale sopra trenta, è un cattivo segno. Lo stesso per il battito: non deve andare sotto quaranta o sopra centocinquanta. In quel caso, chiama il 911. la versione ufficiale è un’overdose da ‘salvia divinorum’. Ma, per l’amor del cielo, non rivelare a nessuno la verità. Se vomito, assicurati che non soffochi. E se ho paura, stammi vicino. Tutto qui…

 

…ricordò i versi di Robert Frost:

il bosco è bello, buio e fitto,

ma ho promesse da mantenere,

e miglia da percorrere prima di dormire,

miglia da percorrere, prima di dormire…

 

…era la metà di quella in cui dormiva adesso, era male esposta, con meno giocattoli, senza televisore, Wii e Playstation. Era solo la stanzetta di una bambina di cinque anni, che viveva coi suoi genitori. Eppure era quello, il suo posto speciale…

 

…arrivò a un verso che gli era sempre piaciuto molto: Noi siamo per gli dei come le mosche per i monelli: ci uccidono per il loro spasso.

Siamo dunque questo? pensò. Mosche? Non abbiamo nessun scopo, nessun fine ultimo? E Dio? Qual’è il suo scopo? E, anche ammesso che esista un grandioso piano di Dio per l’umanità, quale senso può avere la malattia di Tara? Forse la verità era un’altra, ed era terribile, oltre ad essere in contraddizione con tutto ciò in cui lui credeva: il mondo era dominato dal caso. Dio era un’illusione, una falsa speranza. Non esisteva nessun grande architetto…

 

…se mezzo milligrammo li aveva condotti solo a metà del fiume, un milligrammo forse li avrebbe portati oltre, si erano detti. Ma non era andata così. Anche col doppio della dose, si erano fermati nello stesso punto.

Così avevano aumentato la dose finché, dopo aver assunto due milligrammi e mezzo del composto, Alex non era rimasto catatonico per ore. Quella notte Jessie l’aveva passata a monitorare freneticamente i suoi segnali vitali, incerta se chiamare un’ambulanza. Ma si era trattenuta , e non solo per il timore che il loro esperimento venisse scoperto. La sua paura più grande era stata la prospettiva di non poter più fare il viaggio dall’altra parte. Infine Alex si era ripreso, ma neppure quell’esperienza così protratta nel tempo aveva cambiato le cose. La sensazione era stata meravigliosa, certo, ma non più intensa di quella provata con dosaggi inferiori e comunque meno straordinaria di quella prodotta dalla forma liquida.

Quindi erano tornati al dosaggio minimo, mezzo milligrammo. E quei viaggi erano diventati un abitudine. Non si stancavano mai. Al ritorno, non riuscivano a parlare d’altro, non pensavano che al viaggio seguente e a quello dopo ancora…

 

…Il Globe, L’Herald e le stazioni televisive locali si erano buttate a capofitto sulla notizia, enfatizzandone gli aspetti sensazionalistici. Una famiglia in vista. Una vittima carina e talentuosa. Sesso, droga e morte. Solo che quella non era una droga normale. Anche se si fosse trattato delle solite metanfetamine o di acidi, la storia sarebbe stata comunque scottante. Stavolta, in più, c’era quella Bliss. Ma che diavolo era?..

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