MORTE IN SENILITA’ di Italo Svevo

 L’immagine della morte è bastevole ad occupare tutto un intelletto.

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Gli sforzi per trattenerla o respingerla sono titanici, perché ogni nostra fibra terrorizzata la ricorda dopo averla sentita vicina, ogni nostra molecola la respinge nell’atto stesso di conservare e produrre la vita.

Il pensiero di lei è come una qualità, una malattia dell’organismo.

La volontà non lo chiama né lo respinge.

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Di questo pensiero lungamente Emilio visse.

La primavera era passata, ed egli non se n’era accorto che per averla vista fiorire sulla tomba della sorella.

Era un pensiero cui non andava congiunto alcun rimorso.

La morte era la morte.

Non più terribile per le circostanze che l’avevano accompagnata.

Era passata la morte, il grande misfatto, ed egli sentiva che i propri errori e misfatti erano stati del tutto dimenticati.

Italo Svevo

 



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