Ritratto di Corrado Costa. Nanni Balestrini (Roma, 2008)

Corrado è forse uno dei poeti che meno si presta ad una collocazione.

Ha una sua originalità che non si presta a nessun accostamento:

è Corrado e basta. In questo la sua grandezza. Costa è

un grandissimo scrittore che attraversa i vari generi

letterari. Ha fatto poesia, prosa, teatro, ma li ha

fatti in modo contiguo, attraversandoli in una

maniera trasversale. Ha fatto spettacoli teatrali

straordinari e ha cose in prosa importanti,

non ancora pubblicate, anche un romanzo.

E non va dimenticato che Corrado è anche

un grande pittore, un grande disegnatore.

Ha cominciato come vignettista, ma è

passato poi a fare della pittura, con cose

importanti, molto belle, come una serie

di lavori fatti su materiali e carte usate

che sono di una bellezza straordinaria. C’è

dunque in lui un discorso unico che circola

fra i diversi generi. I lavori di Corrado sono

veramente pittura, non sono i prolungamenti

della sua poesia. Penso che lo specifico della

ricerca poetica di Corrado sia il gioco continuo

del linguaccio, l’ironia, la giocosità. La vitalità,

la freschezza che lui ha trasmesso è qualcosa che

resta. E nella produzione poetica Corrado è un fatto

strordinario. Oltre a un vuoto ha creto un pieno, come

una grande individualità che rimane.

Ritratto di Corrado Costa. Nanni Balestrini (Roma, 2008)

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