SAN SEBASTIANO – Mario Luzi

sansebastianoFrecce.

Sentiva lui malgrado

quel male acuto del costato,

frecce

ronzare ancora, spingersi

l’una dopo l’altra

vibrando sul bersaglio

e il bersaglio era il suo fianco.

Nella sua prossimità

sviava

ecco qualcuna,

sviavano

in molte, l’una dopo l’altra

verso quale altro destino…

Lui è al centro

della sofferenza, è posto

ivi, onfalo

lui medesimo del male,

della tortura.

Perché io, perché

questa acrimonia

del nemico

contro le mie carni?

Monotono demonio.

Ma formicola – si avvede –

il mondo dei patimenti,

il suo supplizio non è suo,

è della specie che si agita

e sciaguatta

dentro la luminescente vasca.

Oh non lo mortifica,

anzi lo riconforta

la promiscua comunanza.

Quasi non ha più strazio

né gloria

il dardo ultimo che lo trapassa.

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