Se gli strali trafiggono il corpo, le parole possono trafiggere l’anima…. UMBERTO ECO

Ma allora che è rimasto al gentiluomo?

La saggezza, signor de la Grive. Il successo non ha più il colore del sole, ma cresce alla luce della Luna, e nessuno ha mai detto che questo secolo luminare fosse sgradito al creatore di tutte le cose. Gesù ha ponderato, nell’orto degli ulivi, di notte.

Ma poi ha preso una decisione secondo la più eroica delle virtù, e senza prudenza…

Ma noi non siamo il Figlio primogenito dell’Eterno, siamo i figli del secolo. Finito questo assedio, se una macchina non vi avrà tolto la vita, che farete signore de la Grive? Tornerete forse alle vostre campagne, dove nessuno vi darà occasione di parer degno di vostro padre? Da pochi giorni che vi muovete in mezzo a gentiluomini parigini voi già mostrate di essere conquistato dai loro costumi. Voi vorrete tentare la fortuna nella grande città, e sapete bene che è là che dovrete spendere questo alone di fierezza che la lunga inazione tra queste mura vi avrà concesso. Cercherete anche voi fortuna, e dovrete essere abile nell’ottenerla. Se qui avete appreso a schivar la palla di un moschetto, là dovrete apprendere a saper schivare l’invidia, la gelosia, la rapacità, battendovi ad armi pari coi vostri avversari, e cioè con tutti. E quindi ascoltatemi. È mezz’ora che mi interrompete dicendo quello che pensate, e con l’aria di interrogare volete mostrarmi che m’inganno. Non fatelo mai più, specialmente coi potenti. Talora la fiducia nella vostra penetrazione e il sentimento di dover testimoniare la verità vi potrebbero spingere a dare un buon consiglio a chi è più di voi. Non fatelo mai. Ogni vittoria produce odio nel vinto, e se la si riporta sul proprio signore, o è sciocca o è dannosa. I principi desiderano essere aiutati ma non superati. Ma sarete prudente anche con gli uguali. Non umiliateli con le vostre virtù. Non parlate mai di voi stesso: o vi lodereste, che è vanità, o vi vituperereste, che è stoltezza. Lasciate piuttosto che gli altri vi scoprano qualche pecca veniale, che l’invidia possa roder senza troppo vostro danno. Dovrete esser d’assai e talora parer da poco. Lo struzzo non aspira a inalzarsi nell’aria, esponendosi a un’esemplare caduta: lascia scoprire a poco a poco la bellezza delle sue ali. E sovratutto, e avrete delle passioni, non le metterete in mostra, per nobili che vi appaiono. Non si deve consentire a tutti l’accesso al proprio cuore. Un silenzio prudente e cauto è la teca della saggezza.

Signore, ma voi mi state dicendo che il primo dovere di un gentiluomo è di imparare a dissimulare!

Intervenne sorridendo il signor della Saletta: vedete, caro Roberto, il signor di Salazar non dice che il saggio deve simulare. Vi suggerisce, se ho bene compreso, che deve imparare a dissimulare. Si simula quello che non è, si dissimula quello che è. Se voi vi vantate di ciò che non avete fatto, siete un simulatore. Ma se voi evitate, senza farlo notare, di palesare appieno quel che avete fatto, allora dissimulate. È virtù sovra la virtù dissimulare la virtù. Il signor di Salazar vi sta insegnando un modo prudente di esser virtuoso, o di esser virtuoso secondo prudenza. Da che il primo uomo aperse gli occhi e conobbe che era ignudo, procurò di celarsi anche alla vista del suo Fattore: così la diligenza nel nascondere quasi nacque col mondo stesso. Dissimulare è tendere un velo composto di tenebre oneste, dal che non si forma il falso ma si dà qualche riposo al vero. La rosa pare bella perché a prima vista dissimula d’esser cosa tanto caduca, e benché della bellezza mortale sia solito dirsi di non parer cosa terrena, essa non è altro che un cadavere dissimulato dal favore dell’età. In questa vita non sempre si ha da essere di cuore aperto, e le verità che più c’importano vanno sempre dette a mezzo. La dissimulazione non è frode. È industria difficile: per eccellervi occorre che gli altri non riconoscano la nostra eccellenza. Se qualcuno andasse celebre per la sua capacità di camuffarsi, come gli attori, tutti saprebbero che non è quel che finge di essere. Ma degli eccellenti dissimulatori, che sono stati e sono, non si ha notizia alcuna.

E notate, aggiunse il signor di Salazar, che invitandovi a dissimulare non vi si invita a rimaner muto come un balordo. Al contrario. Dovrete imparare a fare con la parola arguta quello che non potete fare con la parola aperta; a muovervi in un mondo, che privilegia l’apparenza, con tutte le sveltezze dell’eloquenza, a esser tessitore di parole di seta. Se gli strali trafiggono il corpo, le parole possono trafiggere l’anima….

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