Sì, come negli ovetti Kinder. Uno su tre… è Snoopy ! – GIUSEPPE CULICCHIA (da Brucia la Città)

« Ma guarda un po’, se ne sono accorti » sghignazza. « Roma. L’Italia in polvere. Dopo il sequestro a Napoli di una tonnellata di coca da parte delle forze dell’ordine, allarme del ministro dell’Interno : il consumo di coca è spaventoso. C’è troppa richiesta, non riusciamo a fermarla. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità negli ultimi anni il consumo in Italia è aumentato dell’ 11,3 per cento. Due milioni di italiani fanno uso di cocaina, spendendo oltre quattro miliardi di euro l’anno. Il medico e il bancario, l’insegnate e il broker, il muratore e la baby-sitter, il politico e l’agente di viaggio » Mi guarda, un po’ scornato.
« E noi dj chi cazzo siamo ? » gli dico. « Gli ultimi degli ultimi ? »
«  Roba da matti. » Scuote la testa. Riprende la lettura. « La cocaina è la droga che modifica il codice etico, che disinibisce, toglie la paura e dà la voglia del rischio. Nel 2006 lungo la Penisola sono stati sequestrati 4.077 chili di coca. Ma per capire quanta ne transita in realtà, le tabelle non scritte di polizia e carabinieri moltiplicano per dieci quel numero. Ed è questo il dato che colpisce di più il ministro. Vi rendete conto ? – ha dichiarato – Vuol dire che nel Paese c’è un consumo gigantesco di cocaina. Ed è una domanda che viene dalle famiglie, dagli italiani adulti, dai giovani. »
« Il signor ministro dimentica quella che viene dal Parlamento » borbotto.
« Secondo gli esperti » riprende lui, »ci sono consumatori stabili e occasionali, e donne iniziano dopo i maschi, cioè tra i diciassette e i diciotto anni, ma rischiano di più : aumenta il consumo di coca come antidepressivo, tra una pappa al bimbo e una telefonata di lavoro. Hai capito, ‘ste debosciate ? »
« Bé, una cura a base di bamba è l’ideale per la depressione post-parto » commento.
« Aspetta, che citano anche noi ! » si esalta lui, agitandosi sullo sgabello. « A Torino, intanto, n base all’analisi dell’acque reflue del Po, è stato accertato che in diversi punti il fiume porta con sé l’equivalente di quattro chili di cocaina. Tutta droga che arriva dalle urine dei consumatori convogliate dalle acque di scarico. »
Battiamo un cinque.
« Che caldi che siamo ! »
« A Firenze, con lo stesso metodo, si è rilevato che il consumo della città toscana è venti volte superiore a quello di Londra. » si acciglia. « Hai capito ‘ste merde di fiorentini ? Pippano venti volte più che i londinesi e senza Kate Moss. Basta, il nostro blasone di torinesi è in gioco ! Dobbiamo impegnarci di più ! »
Di fronte a noi, al di là del balcone, l’omino del sushi si dà da fare con i suoi coltelli affilati. Zombi va avanti :
« Un quartino ormai può costare intorno ai venti euro. Con un principio attivo molto alto, fino al 40%, che testimonia la grande abbondanza di offerta. Per questo la droga si diffonde anche tra i ragazzi. I baby cocainomani, tra i quindici e i ventitré anni, sono i nuovi consumatori. Tra loro uno su cinque, almeno una volta, ha sniffato.» Mi guarda perplesso. « A parte che oramai si comincia a dodici-tredici anni, uno su cinque mi sembra poco. »
« Saranno come minimo uno su tre » concordo.
« Sì, come negli ovetti Kinder. Uno su tre… è Snoopy ! »
Scoppiamo a ridere. Ricomincia :
« La trovano ovunque. La vende chiunque. Non più tardi del mese scorso l’Asl di Milano rivelava che in città, su una popolazione di circa un milione e duecentomila abitanti, centoventimila milanesi avevano provato la cocaina. Un milanese su dieci. Di più : venticinquemila persone si dichiaravano consumatori abituali, almeno una volta al mese. E ancora : quindicimila dipendenti, uno su ottanta. Un consumo a prezzi friendly : dai sessanta agli ottanta euro al grammo. E ogni consumatore alleva in proprio la sua clientela, trasformandosi in un attimo in spacciatore. » Alza gli occhi al cielo. «  Ma che stronzate ! Inviti gli amici a casa e non apri la dispensa ? » Torna a scuotere la testa. « L’ha detto anche Nostro signore bisogna condividere i pani e i pesci… »
« Sì, i pani di bamba » concordo io.
« E pesci trasformati in sushi » esclama lui, guardando ammirato i maki e i nigiri e i California roll che stanno prendendo forma di fronte a noi…
« Che spettacolo ! » esclamo.
« Cos’ spacciano i ragazzini tra i banchi dei licei e delle aule universitarie » riattacca lui. « Spacciano i baristi delle discoteche e le ragazze nei locali di lap-dance. Gli avvocati tra i colleghi dello studio e perfino » sghignazza  « i medici tra i corridoi dell’ospedale, oppure professori universitari trovati in piazza, in piena notte, con qualche decina di grammi di bamba in tasca. »
« Ecco perché ho mollato l’università » gli spiego. « Mi sono detto : com’è che ‘sti tossici si arrogano il diritto di giudicarmi ? »

——-> ALTRO DI: Giuseppe Culicchia

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