VENEZIA ISTANBUL (Dedicato a Franco Battiato) Arturo Sannino

“Mi dia un pacchetto di Camel senza filtro e una minerva
E una cronaca alla radio dice che una punta attacca
Verticalizzando l’area di rigore”

Affianco ad un gesto quotidiano, minimale ed istantaneo, scorre la storia di un pomeriggio.
Le frasi del brano sembrano sconnesse, ma ad ascoltarle bene non lo sono affatto.
Ognuna ha un senso e sono legate da un’associazione logica ed emozionale, in cui i ricordi personali si associano alla contemporaneità ed alle epoche passate. Così che da un gesto quotidiano, da un istante, inizia un viaggio.
I pensieri si associano piano piano, non privi di ironia, richiamano l’un l’altro e ci accompagnano nella Storia, nell’ assolutezza di ogni uomo e di ogni epoca. Dalla storia di un uomo alla Storia dell’Uomo.
Lo stile musicale tipico di Battiato è perfetto, la musica è volutamente pop elettronica, ma con l’accento della voce spirituale. Questa discrasia evidenzia l’ironia, la leggerezza ma anche il tono emblematico ed iconico delle sue frasi. Ne viene fuori una poesia ricca, spirituale ma leggera, moderna e quindi intima per ognuno, che sa cogliere anche nell’abitudine dello stare insieme una sorta di intimità collettiva.

Ricordi e Storia si intervallano. Battiato nel brano mette a soqquadro le certezze di ogni periodo storico, ed inevitabilmente le nostre, contemporanee e quelle personali. In un clima di solidarietà trasversale che ci lega tutti da sempre. L’aspetto poetico è come la propria intimità sia avvolta e decifrata nello Zeitgeist.
“D’Annunzio montò a cavallo con fanatismo futurista
Quanta passione per gli aeroplani
E per le bande legionarie
Che scherzi gioca all’uomo la Natura”
“L’etica è una vittima incosciente della storia
Ieri ho visto due uomini che si tenevano abbracciati
In un cinemino di periferia
E penso a come cambia in fretta la morale”

Comprendiamo un altro significato nel brano, forse più profondo. Il nostro vissuto è fatto dei nostri pensieri, di ciò che pensiamo e della traccia di ciò che pensavano gli antichi.
Questo pomeriggio raccontato nel brano, in compagnia dei pensieri di Battiato diventa esso stesso un’esperienza.
La vita stessa è l’associazione dei nostri pensieri ed attraverso essa noi ci riconosciamo. La qualità dei nostri pensieri la definisce e ci definisce.

La verità storica non esiste in senso assoluto, dice lo storico Canfora, la lettura della storia si reinventa ogni volta.
Ascoltare questo brano è come entrare in un museo, in cui l’istante che si vive si mescola alla cultura del tempo presente e passato.
Un senso universale al nostro passaggio terreno.

Ascolta la canzone e guarda il video su Youtube
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