VISTA CON GRANELLO DI SABBIA – Szymborska – poesia

foto finestra vista poeticaLo chiamiamo granello di sabbia

Ma lui non chiama se stesso né granello, né sabbia.

Fa a meno di nome

generale, individuale,

instabile, stabile,

scorretto o corretto

.

Non gli importa del nostro sguardo, del tocco

Non si sente guardato e toccato.

E che sia caduto sul davanzale

è solo un’avventura nostra, non sua.

Per lui è come cadere su una cosa qualunque,

senza la certezza di essere già caduto

o di cadere ancora.

.

Dalla finestra c’è una bella vista sul lago,

ma quella vista, lei, non si vede.

Senza colore e senza forma,

senza voce, senza odore e dolore

è il suo stare in questo mondo.

.

Senza fondo lo stare del fondo del lago

e senza sponde quello delle sponde.

Né bagnato né asciutto quello della sua acqua.

Né al singolare né al plurale quello delle onde,

che mormorano sorde al primo mormorio

intorno a pietre non piccole, non grandi.

.

E il tutto sotto un cielo per natura senza cielo,

dove il sole tramonta non tramontando affatto

e si nasconde non nascondendosi dietro una nuvola ignara.

Il vento la scompiglia senza altri motivi

se non quello di soffiare.

.

Passa un secondo.

Un altro secondo.

Un terzo secondo.

Ma sono solo tre secondi nostri.

.

Il tempo passò come un messo con una notizia urgente.

Ma è solo un paragone nostro.

Inventato il personaggio, insinuata la fretta,

e la notizia inumana.

*Testo: GENTE SUL PONTE  – Szymborska

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